E se domani dovesse finire come 3 anni fa... Mai dire mai!!! Impero Romano
28 settembre 2007
Quelli che... è uno scandalo!!!
MICHELE GIAMMARIOLI
Le prime “riflessioni” che mi vengono in mente ripensando a Fiorentina-Roma sono assolutamente irripetibili soprattutto se il pensiero va all’operato della terna arbitrale.Tenterò comunque di trasferirle in un italiano accettabile anche per evitare all’amico Riccardo Luna fastidi giudiziari in questo momento assolutamente inopportuni. Minuto 15: Mexes viene ingiustamente ammonito da Bergonzi per una presunta scorrettezza su Pazzini mentre è il giocatore viola a commetterla così come farà per tutto il resto della partita; minuto 29 :Ujfalusi tocca la palla servendo Mancini solo davanti a Frey ma viene fermato per un fuori gioco che solo l’assistente dell’arbitro (Comito) vede in dispregio di una delle principali regole del gioco del calcio; minuto 75: fallaccio di Mutu che rifila una gomitata con il pugno chiuso a Cicinho e viene soltanto ammonito quando le direttive di Collina prevedono in quel caso il rosso diretto. Quattro minuti dopo lo stesso Mutu realizzerà su rigore il gol del pareggio invece di stare sotto la doccia.
A tutto ciò aggiungiamo i soliti “difettucci” evidenziati dalla Roma; le assenze contemporanee di Juan, Perrotta e soprattutto Totti e il fatto, non secondario, che la Fiorentina è una gran bella squadra, per completare un quadro che a conti fatti è tutt’altro che sconfortante. Il ciclo terribile di questo avvio di stagione si concluderà domani contro l’Inter (la Champion’s fa storia a sé) e conclusione più degna non avrebbe potuto esserci. Entrambe in testa con 11 punti si giocheranno in 90 minuti qualcosa che a mio avviso è molto di più di un primato provvisorio. Mi piace pensare che la vittoria della Roma avrebbe il sapore di un passaggio di testimone tra la dominatrice dello scorso campionato e la squadra da battere in questa stagione.
Intanto è confortante che Mancini abbia ritrovato la via della rete; che Panucci sia tornato a presidiare la fascia destra; che Cicinho sembri dare chiari segnali di vitalità (si sbrighi però a imparare l’italiano); che Pizarro (non ancora al meglio) prosegua sul campo il suo completo recupero; che De Rossi stia tornando quello di sempre e che Aquilani stia dando continuità ad una stagione iniziata alla grande; che Giuly adesso veda pure la porta. Discorso a parte per Vucinic e, di conseguenza, per Totti. Il montenegrino ha surrogato al meglio delle sue attuali condizioni l’assenza del Capitano ma lo abbiamo sempre detto tutti:Francesco Totti è insostituibile perché è forse l’unico giocatore al mondo ad interpretare nell’arco dei 90 minuti vari ruoli riuscendo ad essere in tutti protagonista assoluto ed ineguagliabile.
Domani purtroppo per Mancini (dell’Inter) sarà in campo insieme con Perrotta e Juan. Spalletti potrà così schierare la Roma più simile a quella che sente più sua (con la sola eccezione di Taddei) magari con l’augurio che il signor Collina designi un arbitro all’altezza della situazione. Chiudo, come avevo iniziato, proprio con gli arbitri e chiamo in causa la Società. Non ritiene Rosella Sensi di cominciare, pur con la sua innata grazia e il suo sorriso, ad alzare un pochino la voce? La Roma, penalizzata dal calendario e in queste prime giornate da decisioni arbitrali sconcertanti, finora sta dimostrando di essere più forte delle avversità che il “destino” sta mettendo sulla sua strada. Ma l’Amministratore Delegato della Roma non è il Vicepresidente vicario della Lega?
Coraggio, Rosella: fai un bel sorriso ma ricordaglielo!
03 settembre 2007
Zebina tira pizze in faccia, il juventus style
Il romanista - Vecchia Signora, vecchio stile. La stessa Juve che finge di ripulirsi, ma non cambia mai e che non è abituata a dover soffrire per rimontare, rifila al Cagliari quattro schiaffi a due. Tre sul campo, uno fuori. Minuto 36 del secondo tempo, Tagliavento butta fuori Zebina (quello di «Torino città solare») per doppia ammonizione e il francese reagisce con una manata in faccia a un operatore tv di Sky. Un gesto di puro isterismo, inconcepibile, che gli potrebbe costare la squalifica per la partita con la Roma in programma il 23 settembre. Che non trova giustificazioni. Ma una spiegazione, quella, sì. Perché al minuto 36 della ripresa la Juve aveva da poco subìto il gol del momentaneo pareggio cagliaritano. Zebina aveva affossato Larrivey, Foggia aveva spiazzato Buffon e il difensore juventino era letteralmente impazzito. Tanto da beccarsi il secondo giallo, appunto per proteste. Poi l'uscita di scena, il diverbio e quello schiaffone mollato al cameraman.
LO SCONCERTO Claudio Ranieri, romano-romanista ma con la memoria corta (ennesimo dopogara da ultrà bianconero: «Questa squadra va a giocare per vincere su tutti i campi come faceva la grande Juventus»), ai microfoni di Italia 1 ha confessato che in campo non si era accorto dello schiaffone di Zebina: «Non l'avevo visto. È una scena bruttissima. Gli chiederò un chiarimento». Ma se almeno Ranieri riesce a mantenere un atteggiamento dignitoso di fronte a un gesto violento e assurdo, il compagno di reparto di Zebina, Chiellini, prova solo comprensione per il povero amico espulso ingiustamente: «Quando ti viene compromessa una partita con tre rigori dati contro è difficile mantenere il controllo. Capisco Jonathan».
I RIGORI Già i rigori. Tre contro, di cui uno patteggiato a calcio d'angolo. La Juve non c'era abituata. La strana coincidenza è che, prima di Tagliavento, solo un altro arbitro aveva avuto il coraggio di fischiare due massime punizioni con il rischio di venire incriminati per "lesa maestà". Era il 19 marzo 2000, ma soprattutto era il derby con il Torino. E il direttore di gara era un certo Pierluigi Collina, attuale numero uno delle ex giacchette nere italiane. Peraltro, bisogna essere onesti con la Juventona (è stata chiamata anche così): il primo rigore, ieri, non era poi così netto. Legrottaglie trattiene leggermente Matri e Tagliavento è inflessibile.
EPISODI DUBBI Se dài tre rigori, di cui uno commutato, alla Juve, qualcosa devi pur concedere ai bianconeri. Così, per compensazione, Tagliavento spedisce anzitempo negli spogliatoi (38' del secondo tempo) il rossoblu Del Grosso e concede alla Juve il generosissimo calcio di punizione da cui, al 45' della ripresa, scaturisce il gol di Chiellini per il 3-2 finale. D'altronde, non si può avere tutto dalla vita.
LA DELUSIONE Il Cagliari ha buttato via un'occasione d'oro per farsi e farci un regalo. Lo sa benissimo il tecnico Marco Giampaolo: «Questa sconfitta mi brucia molto perchè almeno un pari lo meritavamo. Alla fine i particolari fanno la differenza. La Juventus è molto esperta, è di livello superiore ma il Cagliari meritava di più. Ho pochissimo da dire alla squadra, l'espulsione di Del Grosso e la punizione del 3-2 per la Juve mi crea qualche dubbio. Non mi sono mai lamentato contro gli arbitri e non lo faccio adesso».
29 agosto 2007
Calcio in lutto, è morto Antonio Puerta
E brutto dirlo però da 10 anni a questa parte, il calcio è diventato ogni anno più duro, più fisico... ed ogni anno più giocatori muiono di morti brutali.
TUTTE LE ULTIME TRAGEDIE SUI CAMPI DI CALCIO
Il nome di Antonio Puerta, il 22enne giocatore del Siviglia morto oggi, si aggiunge ad un lungo elenco di atleti e arbitri che hanno perso la vita negli ultimi anni. Giugno 1999 - Stefan Vrabioru: il 23enne calciatore romeno dell'Astra Ploiesti muore per un attacco cardiaco dopo uno scontro con un avversario; Febbraio 2000 - John Ikoroma: Il nigeriano, 17 anni, muore durante un'amichevole negli Emirati Arabi Uniti a causa di un attacco cardiaco; Ottobre 2000 - Catalin Haldan: Il 24enne giocatore romeno della Dinamo Bucarest viene stroncato in campo da un aneurisma cerebrale; Aprile 2001 - Mike North: L'arbitro inglese muore per un attacco di cuore nel corso del primo tempo di una partita di terza divisione; Giugno 2002 - Michael Michel: il cipriota, tesserato per un club di seconda divisione, muore per un attacco di cuore mentre l'arbitro fischia un fallo commesso da un suo compagno di squadra; Dicembre 2002 - Stefan Toleski: il calciatore macedone muore per un attacco di cuore mentre con la sua squadra, il Napredok, sta disputando una partita di campionato; Giugno 2003 - Marc Vivien Foe: il nazionale camerunense perde conoscenza a Lione durante la sfida con la Colombia, valida per la Confederations Cup. Morirà poco dopo. Gennaio 2004 - Miklos Feher: il calciatore ungherese del Benfica crolla in campo durante la partita di campionato contro il Vitoria Guimaraes. Il suo decesso avviene poche ore dopo. Ottobre 2004 - Paulo Sergio Oliveira da Silva 'Serginho': il difensore brasiliano del Sao Caetano muore per un attacco cardiaco allo stadio Morumbi, durante una partita contro il San Paolo- Dicembre 2005 - David Di Tommaso: il francese crolla sul campo di gioco, il suo cuore cede durante una partita che sta disputando con il club olandese dell'Utrecht. L'autopsia rivela che all'origine del decesso c'è un'aritmia cardiaca. Aprile 2006 - Victor Alonso Guerrero:il colombiano, 17 anni, perde la vita in allenamento. Inutile la rianimazione cardio-polmonare e i soccorsi che gli vengono prestati in campo.
(fonte:adnkronos)
José Roberto Rodas, arbitro, fu colpito da un infarto fulminante nel febbraio del 2003, spirando in campo mentre dirigeva l'amichevole tra Guarani e Assunçao in Paraguai. Vagner, difensore, di 25 anni è deceduto il 14 aprile del 1990, una settimana dopo aver battuto la colonna cervicale in terra, durante la partita tra Parana Club e Campo Murao,in Brasile.
Il più giovane a perdere la vita sui campi da calcio in match professionistici è stato l'inglese Barry Welsh, di 19 anni, colpito da infarto mentre giocava per la sua squadra, l'Ivybridge, in un incontro di serie B inglese, il primo novembre 1987. Beto, mediano del Moto Club, di 26 anni, è morto d'infarto il 14 settembre 1985 durante l'incontro con il Tocantins, a Sao Luis (Brasile). Anche il tecnico della nazionale scozzese, Jock Stein, ha perso la vita seduto in panchina. Colpito da un infarto fulminante, il 10 settembre 1985, è deceduto dopo che la sua squadra era riuscita a pareggiare contro il Galles, a Glasgow, in un match valido per le eliminatorie della Coppa del Mondo.
Di decessi nel mondo del calcio se ne ricordano anche alcuni avvenuti negli spogliatoi, al termine degli incontri, o durante gli allenamenti. Così è accaduto per l'argentino Trossero, 29 anni, morto d'infarto dopo la vittoria conquistata con il suo River Plate contro il Rosario Central. O per Max, stopper del Botafogo de Ribeirao Preto, morto a 21 anni, il 26 giugno 2003, dopo essersi sentito male durante un allenamento nello stadio Santa Cruz. Stessa sorte per l'algerino Omar Sahnoun, 25 anni, colpito da infarto nel corso di una seduta di allenamento sostenuta dal Bordeaux, formazione francese in cui militava il calciatore. La lista è lunghissima. Ne fa parte anche il brasiliano Carlos Alberto Barbosa, ala destra di 26 anni, scomparso il 4 marzo 1982 per infarto fulminante durante la partita Sport-XV de Jaù del campionato verdeoro.
In Europa, nell'agosto del 1977, Michel Soulier, 27enne stopper della squadra belga del Namuril, dopo esser stato colpito da una pallonata al petto nella partita contro l'Anderlecht, è morto in ospedale per un collasso cardiaco. È sempre il 1977 quando sui campi di calcio italiani muore Renato Curi, centrocampista perugino colpito da infarto durante l'incontro Perugia-Juventus. A lui è stato intitolato lo stadio di Perugia. Ma la prima morte di un calciatore italiano risale al 16 marzo 1969. Si tratta del centravanti giallorosso Giuliano Taccola, deceduto negli spogliatoi al termine dell'incontro Cagliari-Roma. Senza dimenticare Attilio Ferraris IV, campione del mondo 1934, uno dei leoni di Highbury, che Pozzo non convocò per i mondiali successivi per la sua vita spericolata. Morì su un campo di calcio a 43 anni in una partita tra vecchie glorie.
(fonte:apcom)
28 agosto 2007
Palermo - Roma 0-2
23 agosto 2007
CICINHO A ROMA 2/2
Dopo una lunga ed estenuante trattativa, Cicinho è un giocatore della Roma. Finalmente è arrivata il tanto sospirato annuncio ufficiale ed i tifosi hanno gia adottato il fuoriclasse brasiliano. Mi sembra che possiamo dire che siamo quasi perfetti. Secondo me, manca una punta di spessore internazionale. Totti e Vucinic non sono abbastanza. Spero di sbagliarmi e che gia a partire da domenica, vediamo una roma vincente.
28 luglio 2007
Conferenza stampa : addio Chivu
L'INTRODUZIONE - "Sono venuto davanti a voi perché credo sia giusto così. Vengo qua per ringraziarvi e mandare un messaggio a chi in questi quattro anni mi ha regalato emozioni e soddisfazioni. Saluto lo staff, la società, il presidente Sensi, Rosella Sensi. In questi anni ho incontrato tante persone, Roma è stata un'esperienza meravigliosa che non dimenticherò mai. Nel calcio si fanno delle scelte che bisogna accettare. Sono orgoglioso di aver vestito questa maglia, sono orgoglioso di aver dato il massimo e di aver incontrato ragazzi stupendi che mi hanno dato tantissimo in quattro anni. E sono contento di aver regalato sorrisi a quelli che amano questa squadra. Vorrei essere ricordato come un bravo ragazzo".
Perché hai scelto l'Inter e non il Real Madrid? Cosa ti ha infastidito di più di questa storia?
E' una scelta di vita. Ci ho pensato e volevo continuare a giocare in Italia. Prima di scegliere questa destinazione ho riflettuto molto. E' da quando avevo 17-18 anni che faccio scelte di vita, da quando decisi di lasciare la mia famiglia per giocare lontano da casa.
Cosa ti ha fatto soffrire più in assoluto di questi ultimi giorni?
Non ho ricordi negativi. Sono stati quattro anni meravigliosi. Qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Non ho rimpianti per niente, sono un po' amareggiato perché non è facile lasciare un posto dove sono stato benissimo. E' arrivata questa opportunità e ho scelto di andare a fare una nuova esperienza e raggiungere quello che ho sempre sognato.
Mi riferivo più a qualche episodio recente che ti fa ferito.
Io sono stato amato, per questo accetto e capisco i fischi del Flaminio. Questi tifosi e la Roma saranno sempre nel mio cuore.
I tifosi della Roma si chiedono come sia possibile rifiutare il Real Madrid. Qualcuno ha parlato di irriconoscenza. Cosa rispondi?
Si può rifiutare il Real Madrid quando la terza parte non è d'accordo. Non penso che devo dare spiegazioni perché non ho scelto il Real, con tutto il rispetto per quella società che è una delle migliori al mondo. Io sono l'unico che ragiona in questa situazione, che fa delle scelte e che può decidere per la sua vita. Sono contento che la Roma abbia raggiunto l'accordo con l'Inter. Un accordo vantaggioso, simile a quello raggiunto tempo prima col Real Madrid. Non ho mai voluto creare un danno alla Roma, altrimenti avrei potuto utilizzare la clausola Fifa. Ho ringraziato la Roma, come ringrazio chi mi è stato vicino in questi quattro anni. Il mio comportamento e il mio modo di essere ha giustificato quelle sfortune che ho avuto all'inizio. Sono sempre stato disponibile, addirittura una volta sono arrivato al punto di giocare con le stampelle. E' solo un modo di dire che la mia coscienza è a posto. Ho sempre dato tutto per questa maglia.
Quando hai scelto l'Inter?
Non ho mai detto di voler giocare con Mancini, nonostante abbia rispetto per tutti gli allenatori, il mestiere che faceva mio padre. Sono scelte personali che prima di prendere ho riflettuto tanto e alla fine l'ho fatto.
C'è qualcosa che ti ha convinto?
Mi sono convinto da solo. Prima di prendere una decisione penso tanto. Ho avuto la fortuna di avere persone vicino che mi hanno sempre consigliato al meglio, non cambiando mai idea.
In questi giorni ti è venuto il dubbio di ripensare alla tua decisione? Magari anche aiutato dai compagni? E per sbloccare questa trattativa, è stato decisivo il fatto che hai rinunciato ai soldi?
I miei compagni mi vogliono bene. E io voglio bene a loro. Mi hanno capito, capiscono il mondo del calcio e le opportunità che arrivano. Mi sono sempre stati vicino, con un sorriso, un abbraccio. Sono veramente amici, li ringrazio per quello che hanno fatto in questi giorni e in questi quattro anni. Se non succedeva niente c'era l'opportunità di riflettere e di parlare con la società. Era giusto così, si sono comportati da veri professionisti, in particolare Daniele Pradè. Questa società è nelle mani giuste per arrivare a obiettivi importanti.
Cosa significa una nuova carriera con l'Inter? Vuoi mandare un messaggio ai tifosi romeni?
Io sono qui per parlare della Roma e non è giusto parlare della mia futura squadra. Io sono fiero di essere romeno e spero lo siano anche loro.
Ti senti a posto nei confronti dei tifosi della Roma?
Io con i tifosi sono a posto e spero abbiano capito che mi sono comportato da professionista. Io sono stato disponibile, ho fatto di tutto per portare con orgoglio questa maglia. So cosa significa per loro e per questo ho la coscienza a posto. Sarò magari fischiato, sarò magari insultato, ma mi sono sempre preso le responsabilità che dovevo. La vita me la sono sempre costruita da solo, magari con un aiuto di chi mi sta vicino, ma ho sempre agito con la testa mia. Nella vita arrivano delle opportunità, vai dove puoi guadagnare di più e arrivi a pensare alla tua futura famiglia. Sono treni che non passano più. Confermo di aver fatto la scelta giusta.
Con quale stato d'animo giocherai la finale di Supercoppa?
Aspetto quei giorni per parlare, tanto sicuramente sarò il primo ad essere ascoltato.
Per salutare i tifosi della Roma avevi un'occasione irripetibile: la festa degli ottanta anni. Perché non ci sei andato?
E' stata una riflessione che ho fatto durante questi giorni. E' giusto che una festa rimanga una festa, per rispetto dei compagni e dei campioni arrivati ieri. Abbiamo deciso insieme di non partecipare. L'ho vista davanti la tv con emozione, come penso anche voi, perché è stata una cosa meravigliosa. Avrei voluto esserci anche io. Ma non volevo rovinare una festa.
Si è parlato molto del ruolo dei tuoi procuratori in questa vicenda. La scelta di andare all'Inter è tua o i tuoi agenti ti hanno consigliato in quella direzione?
La scelta è mia. Poi ho delle persone intorno che nella vita mi hanno aiutato molto. E la mia famiglia mi ha sempre insegnato di portare rispetto verso gente per bene che si è sempre presa cura di me.
Non sarebbe più semplice dire che sei andato all'Inter perché ti dà più soldi? E un'altra cosa: è vero che qualche mese fa era cominciata una trattativa per il rinnovo di contratto? E' lì che si è deteriorato il rapporto con la Roma?
L'ho già detto prima. Comunque il rapporto non si è mai deteriorato con la società. Due anni fa ci fu un incontro, poi ce ne è stato un altro l'anno scorso e non abbiamo trovato l'accordo.
22 giugno 2007
Chivu più Barça o Inter?
Il riscatto di Pizzaro è stato un ottimo colpo. Il riscatto di Vucinic è un investimento per il futuro. Spero che quest'anno esplodi alla grande, ne ha le doti. L'acquisto di Juan è ottimo, sopratutto per la somma spesa. Adesso, speriamo di vincere alla buste Cassetti e Comotto. A questo punto la difesa sarebbe apposto, anche con la partenza di Chivu. Per il centrocampo, ci servirebbe uno come Esposito e la conferma di Wilhelmson. Per l'attacco, ci serve un attacante di peso che è pronto a fare la panchina, farei un pensierino per Vieri.
Le cose sono iniziate bene, speriamo che continua cosi.
Impero Romano
02 giugno 2007
Il campionato 2006 - 2007 è finito, adesso il calciomercato
Adesso, conta solo dare una formazione all'altezza a Spalletti. Bisogna fornigli una rosa di 20 giocatori con 15 titolari e 5 riserve "giovani" che hanno voglia di dimostrare di essere da grande squadra (tipo Rosi). Eppoi, se un "big" deve partire, meglio che parta Chivu. E un grande giocatore, puo ricoprire diversi ruoli, centrale, di fascia, davanti alla difesa, ..., pero dei big in rosa è quello che sacrificherei sopratutto perchè è quello che ha più mercato. In effetti, se l'Inter è disposta a darci l'altra metà di Pizarro, più Samuel (e 2 mio di euro del suo attuale ingaggio), più soldi, ebbene facciamo l'affare. A mio avviso quelli che hanno mercato e che non venderei mai sono Mexes e De Rossi. Sono giovani, sono i migliori giocatori al mondo nel loro ruolo e hanno dimostrato di tenerci alla nostra maglia. Speriamo che la società insieme a Spalletti riescono a formare una formazione all'altezza che riesca per lo meno a ripetersi agli stessi livelli di quest'anno, che sarebbe già un grande successo. Buone ferie a tutti... Impero Romano
19 maggio 2007
Ritorno a Fiumicino con la Coppa Italia in mano, Grazie Roma
Un piccolo servizio per mostrarvi quello che non potrete mai raccontare, mai vivere... perchè non siete romanisti
La Coppa Italia è nostra
Impero Romano
28 aprile 2007
Derby : Lazio - Roma 1 - 5
Per finire nei migliori dei modi il nostro campionato... cosa di meglio che una bella vittoria nel derby di domani?
18 aprile 2007
Inter - Roma 1-3
Riguardando l'Inter, la festa è rimandata di qualche giorno. Pero, quanto deve essere brutto vincere un scudetto sul campo dopo 20 anni e che nessuno ne parli... come se lo scudetto di quest'anno non abbia nessun valore... visto l'assenza della dopentus. Certo che deve essere brutto essere interisti... in effetti, anche quando la juve non c'è... rompe li coglioni!!!
14 aprile 2007
Siamo fuori dalla Champions...
09 aprile 2007
Operazione-Manchester: la Roma è sbarcata
07 aprile 2007
Matrix : scontri Manchester United - polizia
06 aprile 2007
Roma - Manchester : Primo Round
Impero Romano
Crowd Violence - Roma vs Manchester United
Certi episodi non dovrebbero succedere in uno stadio di calcio. La polizia normalmente dovrebbe mettere l'ordine. Ieri sera, invece, ha messo il chaos. Una volta di più, la polizia italiana ha dimostrato di essere violenta ed inefficace. Ma avete visto con quale violenza certi poliziotti colpivano dei poveracci a terra e senza difese. CONIGLI!!!
Altro che ultras, i veri delinquenti sono i poliziotti!!! Ed adesso, chi paghera? Di certo, non la polizia. In effetti, l'Uefa ha gia apero una inchiesta. Spero solo che a rimetterci non siano di nuovo i tifosi.
Impero Romano
31 marzo 2007
Anteprima Roma - Manchester
Grazie Mr.Vegas per questa raccolta.
Vincere e vinceremo!!! Impero Romano