31 dicembre 2007
28 dicembre 2007
Roma ed il mercato di riparazione
Spalletti mi piace tanto, ha trovato un gioco adatto a questa Roma, pero mi sembra che rimane sempre qualche cosa di incompiuto. Non siamo all'altezza dei vari Real Madrid, Barcellona, Liverpool, Manchester ed Inter. Ci manca sempre un ultimo gradino. Speriamo che con qualche acquisto mirato (come questa estate) e con qualche partità di spessore, tipo passare il prossimo turno di champion's league contro il Real, potra dare a tutto l'ambiente, dai giocatori, dalla società a noi tifosi la convinzione di essere grandi. Buon Anno a tutti.
Impero Romano
24 dicembre 2007
Buon Natale a tutti!!!
Impero Romano
12 dicembre 2007
Roma - Manchester, diretta su RaiUno
Impero Romano
19 novembre 2007
Cobolli Gigli: “Senza gli incidenti arbitrali ora la Juve sarebbe molto più vicina all’Inter”
Questo tipo di dichiarazioni non fanno bene al calcio. Anzi, creano malumori e possono inneggiare alla violenza. Sono dello stesso avviso sulla moviola. Bisogna eliminare la moviola da tutte le trasmissioni televisive. Io sono dell'avviso che la moviola crea delle situazioni strane. In effetti, la moviola non può cambiare il risultato di una partità conclusa. Perciò, crea solo malumori, tensioni ed eventuali errori nelle prossime partite, perchè gli arbitri non saranno sereni e tranquilli.
Qualche anno fa, la Juve era la prima società a dire che gli incidenti arbitrali alla fin fine si equivalgono. Perciò, farebbero meglio di starsene zitti, dopo la figuraccia che hanno fatto con calciopoli!!! Non mi è andato nemmeno giù la dichiarazione di Buffon a Parma, dove chiedeva i due scudetti per tutti i torti arbitrali subiti. Le dichiarazioni di Buffon non fanno bene al calcio, ancor di più se è morto un tifoso nella stessa giornata di campionato.
Mi sembra che la Juve pensasse che avendo pagato con una retrocessione (che a mio avviso è stata una pagliacciata visto le numerose sentenze che quasi hanno salvato la juve dalla serie B) quest'anno avrebbe goduto dell'impunità con la quale ha convissuto diversi anni. Però, non è stato cosi. Voi Juventini, siete come gli altri e vedrete che alla fin fine gli episodi favorevoli e sfavorevoli si equivalgono!!!
Impero Romano
17 novembre 2007
Scozia-Italia 1-2: Panucci-gol
TABELLINO
Scozia (4-1-4-1): Gordon; Hutton, McManus, Weir, Naysmit; Hartley; Brown (29' st Miller), Ferguson, Fletcher, McCulloch (47' st Boyd); McFadden. A disp. McGregor, Alexander, Caldwell, Pearson, Robson. Ct McLeish
Italia (4-1-4-1): Buffon; Panucci, Cannavaro, Barzagli, Zambrotta; Pirlo; Camoranesi (38' st Chiellini), Gattuso (42' st De Rossi), Ambrosini, Di Natale (23' st Iaquinta); Toni. A disp. Amelia, Oddo, Perrotta, Gilardino. Ct Donadoni
Arbitro: Mejuto Gonzalez (Spa)
Marcatori: 2' pt Toni (I), 20' st Ferguson (S), 46' st Panucci (I)
Note: ammoniti Naysmith, McCulloch, Toni. Recupero 1' pt, 3' st. Spettatori 51.000 circa.
15 novembre 2007
Mexes: Il calcio italiano è sano
Panucci a Kakà: "Davanti ai soldi tutti cambiano"
Ecco l'intera intervista rilasciata da Panucci direttamente dal ritiro della nazionale :
Christian Panucci replica a Kakà, che dopo gli ultimi episodi di violenza non ha escluso che potrebbe lasciare il nostro paese.
"Fanno tutti i moralisti - dice il difensore della Roma -, ma bisogna smetterla. Basta pagarli i campioni e vedrete che finché sarà così questi verranno sempre a giocare in Italia, davanti ai soldi tutti cambiano".
"Anch'io davanti a certe scene ho provato un grosso schifo e ho evitato di farle vedere a mio figlio, meglio i cartoni animati - prosegue Panucci - però dare la colpa solo al calcio di quanto sta avvenendo è ingiusto e riduttivo".
"Il problema è molto più complesso, la violenza non c'è solo la domenica ma ogni giorno. Purtroppo il nostro Paese sta vivendo un momento difficile, tanta gente fatica ad arrivare a fine mese, mio padre ha fatto il postino e lo so. Lo stadio per molti diventa una valvola di sfogo".
"Noi non dobbiamo fermarci ma attivarci - dice Panucci riferendosi ai calciatori -, collaborare perché la domenica torni a essere un giorno di festa e perché quanto realizzato all'estero venga fatto pure qui. Se tanti paesi sono riusciti ad avere una cultura sportiva non vedo perché non dovremmo riuscirci noi, non siamo secondi a nessuno".
Impero Romano
14 novembre 2007
Funerale di Gabriele Sandri

In questo momento sti sta svolgendo presso la chiesa di San Pio X alla Balduina il funerale di Gabriele. Presenti molti tifosi di tutta Italia, Totti, Spalletti, ... . Speriamo che non ci saranno momenti di violenza durante e dopo la cerimonio. Speriamo che i movimenti organizzati ultras riescano a tenere la situazione sotto controllo. Speriamo che non ci sia nessun disordine. Speriamo che la polizia se ne stia tranquilla. Speriamo che tutto vada nei migliori dei modi in memoria di Gabbo.
Ciao Gabriè
13 novembre 2007
Cercasi diversivo
Gabriè vive
12 novembre 2007
Abete ieri sera alla domenica sportiva
Ma il problema più grave è che quelli che devono fare rispettare le regole sono arroganti e giocano con il fatto che hanno il potere dalla loro parte. Quelli dall'altra parte, cioè noi, un pò perchè ci sono delle teste calde, un pò perchè certi non hanno mai avuto limiti da rispettare, un pò perchè la società è violenta, ..., crea tutto sto chaos. Perciò, non servirà a niente proibire le trasferte, non servirà a niente essere più duri verso i movimenti ultras. Servirebbe che tutti ci diamo una calmata, che i diritti TV siano divisi in parti uguali per tutti, servirebbe meno denaro nel calcio, meno media, meno moviola, ...., la migliore cosa sarebbe di fermare il calcio italiano per 1 campionato, nel quale si proverebbe a trovare delle soluzione insieme per spazzare tutto il marciume presente nel calcio attuale.
Impero Romano
L'agente, Luigi S, al Corriere della Sera : "Non miravo a niente e nessuno"
11 novembre 2007
Un tifoso laziale ucciso da un agente della Polstrada

MILANO, 11 novembre 2007 - Gazzetta dello sport - Si chiama Gabriele Sandri, 26 anni, noto dj della capitale e animatore del "Piper", il tifoso laziale morto questa mattina nella stazione di servizio di Badia al Pino, sulla A1, nei pressi di Arezzo, dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco, sparato da un agente della Polstrada intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra tifosi biancocelesti e juventini. ll poliziotto avrebbe sparato in aria a scopo intimidatorio. Poi forse un secondo proiettile potrebbe essere partito accidentalmente dalla pistola. Ma la dinamica di quanto accaduto deve essere ancora definita.
OPINIONI - "E' stato un tragico errore - ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe - Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi. Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima". Di diverso parere l'avvocato Luigi Conti, amico della famiglia Sandri: "È un reato perpetrato dalle forze dell'ordine, lo dicono i tifosi, sentite loro. È stato un tirassegno".
IL FRATELLO - "Me lo hanno ammazzato a 26 anni con una pistola. Ora le istituzioni facciano la loro parte, con tutti i decreti di urgenza che hanno fatto me lo hanno ammazzato a 26 anni": queste le parole di Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele, appena uscito dalla caserma della polizia stradale di Arezzo.
PARTITA RINVIATA - Sandri, che si stava recando a Milano per assistere alla partita della Lazio con l'Inter, è stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava all'interno di un auto. La partita contro l'Inter in programma oggi a San Siro è stata rinviata a data da destinarsi. Le altre gare della 12ª giornata della serie A cominceranno invece con 10 minuti di ritardo. Lo ha deciso la Figc, in accordo con la Lega. Giocatori e arbitri scenderanno in campo con il lutto al braccio, l'unico che si è rifiutato di farlo è Clarence Seedorf
INDAGINI - La Polizia scientifica ha sequestrato i filmati delle telecamere a circuito chiuso della stazione di servizio di Badia al Pino, dove è morto questa mattina Gabriele Sandri. Nessuno, alla stazione di servizio, ha sentito il colpo di pistola che ha colpito a morte il dj. Secondo quanto emerso, la polizia stradale stava facendo alcuni controlli quando si sarebbe resa conto dei tafferugli in atto tra gli occupanti di due auto, ma forse anche di più: una sarebbe stata composta da supporter della Lazio, l'altra forse, ma non c'è certezza, da juventini. Quest'ultimi si sarebbero poi allontanati. Confermato che Sandri è stato colpito mentre era all'interno dell'auto, una Megane: il proiettile sarebbe passato dal vetro posteriore sinistro. L'auto con a bordo Gabriele potrebbe essere stata raggiunta da un colpo di pistola mentre stava uscendo dall'area di servizio.
LA TESTMONIANZA - "Erano in auto e stavano uscendo dall'area di servizio, quando hanno sentito un rumore. Hanno pensato a una sassata, poi hanno visto Gabriele che stava male, rantolava, perdeva sangue. Non comprendendo subito la gravità di quanto accaduto e anche per lo choc hanno continuato per fermarsi al casello di Arezzo. Lì li ha fermati poi la polizia". È quanto ha riferito un tifoso laziale che si trova alla caserma della polizia stradale di Arezzo, raccontando di un colloquio avuto con una delle persone che erano in auto insieme a Gabriele Sandri.
GLI AMICI - "L'agente ha sparato da lontano, saranno stati trenta metri. E quando era già tutto finito". Questo il tragico racconto degli amici di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio morto questa mattina nell'area di servizio di Badia al Pino, vicino Arezzo. "È vero che c'è stato un diverbio con alcuni juventini - hanno detto ancora - ma quando sono intervenuti gli agenti la cosa era già rientrata. Senza problemi. E invece quell'agente ha sparato dalla corsia opposta...". È iniziato il pellegrinaggio di amici e conoscenti sotto casa di Gabriele Sandri, nel quartiere Balduina a Roma. I primi ad arrivare sono stati un ragazzo e due ragazze, una delle quali in lacrime. I tre, che sono apparsi molto turbati, hanno lasciato di fronte alla porta di casa di Sandri due mazzi di fiori. Su un biglietto c'è scritto: "nemici in campo, amici per strada. Bella, Gabriè".
Hanno ucciso Gabriele Sandri
Impero Romano
10 novembre 2007
Roma - Cagliari 11 novembre 2007
Secondo me domani sera sara la partità di Mauro Esposito. Sono sicuro che domani Mauro segnerà il suo primo gol con la maglia della magggggggica. Ne sono convinto. Accetto scomesse.
Impero Romano
Sporting-Roma 2-2
Certo che mercoledi scorso si poteva e si doveva vincere. In effetti, dopo il vantaggio di Cassetti eravamo padroni del campo. Pero, dopo la quasi papera di Doni, la Roma si è persa. Non tenevamo più palla. I portoghesi ci aggredivono alti e non riuscivamo ad uscire dalla nostra metà campo. Per fortuna che è arrivato il gol del Pec a fine gare. In effetti, se uscivamo sconfitti dalla trasferta in Portogallo, mi sa che avremmo visto altri scivoloni a partire dalla prossima in casa con il Cagliari.
05 novembre 2007
Sporting Lisbona - AS Roma su RaiUno
quella di ieri contro l'Empoli è stato una occasione persa. In effetti, potevamo essere ad 1 solo punto dall'Inter. Invece no. Siamo stati troppo leziosi, presuntuosi. Ci siamo lasciati dietro 2 punti. Due punti importantissimi, sopratutto dopo il tour de force contro Sporting-Milan-Lazio. Mi brucia molto perdere due punti, dopo le ultime prove e con la decina di occasioni avute contro l'Empoli. Ma la storia vuole che sia cosi. Percio, adesso ci rimane solo di ripartire nella prossima sfida. E quale SFIDA!!! In effetti, il mezzo passo falso di ieri puo avere anche i suoi lati positivi. La squadra sa di avere buttato via una occasione importantissima. Percio, non vorra, buttare via un altra occasione ancor più importante, come il passaggio al secondo turno di Champions. Che vale, molti soldi e permettera loro di giocare contro i migliori giocatori al mondo.
La partità contro lo Sporting sara ritrasmessa in diretta su RaiUNO. Buon per noi, che viviamo all'estero. Cosi, una volta tante, potremmo vedere la maggggica in diretta TV.
Impero Romano
02 novembre 2007
Roma vince il derby... cominciamo bene la serie di partite contro le piccole...
Di nuovo una buonissima prova di Vucinic e per di più nel derby. Cosa vuoi di più dalla vità? Che la Roma vinca anche contro le piccole, come l'ha iniziato a fare contro la lazie... Grande capitano... daje ROMA
29 ottobre 2007
Mentre i tifosi juventini vogliono fare radiare Bergonzi, Ranieri si lamenta alla domenica sportiva
A parte questo, mi riviene in mente dei episodi passati. In effetti, quando le altre squadre si lamentavono di errori arbitrali, la triade, i giocatori ed i tifosi bianconeri, i giornalisti, ...., dicevano che gli errori arbitrali ci potevano stare, davono dei piagioni a noi romanisti, ... . Adesso, perchè non accettano che ci possano stare degli errori arbitrali. Perchè pensano ad un complotto!!!??? Secondo me, a questi poveracci juventini dobbiamo solo dirgli... sono degli errori arbitrali che per di più non sono poì cosi clamorosi. Benvenuti nel mondo reale.
Impero Romano
26 ottobre 2007
Gol di Mirko Vucinic Roma - Sporting 2-1
Una partita importante da vincere. Ed è stato cosi, grazie ad un gol meraviglioso di Mirko Vucinic
25 ottobre 2007
Il derby si gioca alle 20h30
12 ottobre 2007
Il mister ai tifosi di Roma e Napoli: "Sconfiggiamo violenza sugli spalti"
08 ottobre 2007
La Juve rimane sempre la Juve
La Juve rimane e rimarrà sempre simpatica ai babbei che non capiscono niente ed antipatica a gli altri. Non capisco come fa 1 italiano su 2 a tifare Juve. Puo darsi che questo spiega perchè siamo un popolo di ladri, corrotti, dove fare il furbo è una cosa da cui vantarsi... al contrario di altri paesi.
Juve, ti odio.
04 ottobre 2007
C. Ronaldo, faccia da culo
Primo : un fuoriclasse porta sempre rispetto nei confronti dei altri giocatori, società, tifosi, ..., e non sta a fare il cafone pensando di essere intoccabile
Secondo : un fuoriclasse non è antipatico. Al contrario è una persona simpatica che ognuno vorebbe con se. Vi ricordate dopo il mondiale tedesco? Anche Rooney non lo voleva più al Manchester
Terzo : un fuoriclasse non è un falso, un "lecchino", un spione (Portugal-England, mondiale tedesco)
Quarto : un fuoriclasse non è uno che sparla, che si lamenta, che fa salire la pressione prima di una partità a rischio... anzi un fuoriclasse cerca di essere da pacere tra le parti (vedi Totti con il "I apologize" verso una supporter inglese che si era fatta malmenare a Roma qualche mese fa)
Quinto : un fuoriclasse ha stile e cura la communicazione
Sesto : un fuoriclasse non ha quella faccia da culo che si ritrova C. Ronaldo
Secondo me, i veri fuoriclasse sono pochi : Maradona, Van Basten, Totti
Impero Romano
02 ottobre 2007
Manchester Utd-Roma, le probabili formazioni & C.Ronaldo
Manchester Utd: Kuszczak, Brown, Ferdinand, Vidic, Evra, Carrick, Scjoles, C.Ronaldo, Tevez, Giggs, Rooney
Roma: Doni, Cicinho, Mexes, Juan, Tonetto, De Rossi, Pizzarro, Giuly, Perrotta, Mancini, Totti
Ho letto un articolo di quella faccietta di culo di C.Ronaldo... Ho detto a diversi giornali di oltre manica che durante la sfida persa dalla Roma 7-1 nell'ultima edizione di champion's league, i nostri giocatori sul 6-0 l'hanno pregato di non infierire... Certo che se l'ha dichiarato per essere risparmiato dai tacchetti giallorossi, avrebbe fatto meglio di rilasciare altre interviste...
Impero Romano
28 settembre 2007
Roma Inter 4-1 (7-1) 2003-04 carlo zampa
E se domani dovesse finire come 3 anni fa... Mai dire mai!!! Impero Romano
Quelli che... è uno scandalo!!!
MICHELE GIAMMARIOLI
Le prime “riflessioni” che mi vengono in mente ripensando a Fiorentina-Roma sono assolutamente irripetibili soprattutto se il pensiero va all’operato della terna arbitrale.Tenterò comunque di trasferirle in un italiano accettabile anche per evitare all’amico Riccardo Luna fastidi giudiziari in questo momento assolutamente inopportuni. Minuto 15: Mexes viene ingiustamente ammonito da Bergonzi per una presunta scorrettezza su Pazzini mentre è il giocatore viola a commetterla così come farà per tutto il resto della partita; minuto 29 :Ujfalusi tocca la palla servendo Mancini solo davanti a Frey ma viene fermato per un fuori gioco che solo l’assistente dell’arbitro (Comito) vede in dispregio di una delle principali regole del gioco del calcio; minuto 75: fallaccio di Mutu che rifila una gomitata con il pugno chiuso a Cicinho e viene soltanto ammonito quando le direttive di Collina prevedono in quel caso il rosso diretto. Quattro minuti dopo lo stesso Mutu realizzerà su rigore il gol del pareggio invece di stare sotto la doccia.
A tutto ciò aggiungiamo i soliti “difettucci” evidenziati dalla Roma; le assenze contemporanee di Juan, Perrotta e soprattutto Totti e il fatto, non secondario, che la Fiorentina è una gran bella squadra, per completare un quadro che a conti fatti è tutt’altro che sconfortante. Il ciclo terribile di questo avvio di stagione si concluderà domani contro l’Inter (la Champion’s fa storia a sé) e conclusione più degna non avrebbe potuto esserci. Entrambe in testa con 11 punti si giocheranno in 90 minuti qualcosa che a mio avviso è molto di più di un primato provvisorio. Mi piace pensare che la vittoria della Roma avrebbe il sapore di un passaggio di testimone tra la dominatrice dello scorso campionato e la squadra da battere in questa stagione.
Intanto è confortante che Mancini abbia ritrovato la via della rete; che Panucci sia tornato a presidiare la fascia destra; che Cicinho sembri dare chiari segnali di vitalità (si sbrighi però a imparare l’italiano); che Pizarro (non ancora al meglio) prosegua sul campo il suo completo recupero; che De Rossi stia tornando quello di sempre e che Aquilani stia dando continuità ad una stagione iniziata alla grande; che Giuly adesso veda pure la porta. Discorso a parte per Vucinic e, di conseguenza, per Totti. Il montenegrino ha surrogato al meglio delle sue attuali condizioni l’assenza del Capitano ma lo abbiamo sempre detto tutti:Francesco Totti è insostituibile perché è forse l’unico giocatore al mondo ad interpretare nell’arco dei 90 minuti vari ruoli riuscendo ad essere in tutti protagonista assoluto ed ineguagliabile.
Domani purtroppo per Mancini (dell’Inter) sarà in campo insieme con Perrotta e Juan. Spalletti potrà così schierare la Roma più simile a quella che sente più sua (con la sola eccezione di Taddei) magari con l’augurio che il signor Collina designi un arbitro all’altezza della situazione. Chiudo, come avevo iniziato, proprio con gli arbitri e chiamo in causa la Società. Non ritiene Rosella Sensi di cominciare, pur con la sua innata grazia e il suo sorriso, ad alzare un pochino la voce? La Roma, penalizzata dal calendario e in queste prime giornate da decisioni arbitrali sconcertanti, finora sta dimostrando di essere più forte delle avversità che il “destino” sta mettendo sulla sua strada. Ma l’Amministratore Delegato della Roma non è il Vicepresidente vicario della Lega?
Coraggio, Rosella: fai un bel sorriso ma ricordaglielo!
03 settembre 2007
Zebina tira pizze in faccia, il juventus style
Il romanista - Vecchia Signora, vecchio stile. La stessa Juve che finge di ripulirsi, ma non cambia mai e che non è abituata a dover soffrire per rimontare, rifila al Cagliari quattro schiaffi a due. Tre sul campo, uno fuori. Minuto 36 del secondo tempo, Tagliavento butta fuori Zebina (quello di «Torino città solare») per doppia ammonizione e il francese reagisce con una manata in faccia a un operatore tv di Sky. Un gesto di puro isterismo, inconcepibile, che gli potrebbe costare la squalifica per la partita con la Roma in programma il 23 settembre. Che non trova giustificazioni. Ma una spiegazione, quella, sì. Perché al minuto 36 della ripresa la Juve aveva da poco subìto il gol del momentaneo pareggio cagliaritano. Zebina aveva affossato Larrivey, Foggia aveva spiazzato Buffon e il difensore juventino era letteralmente impazzito. Tanto da beccarsi il secondo giallo, appunto per proteste. Poi l'uscita di scena, il diverbio e quello schiaffone mollato al cameraman.
LO SCONCERTO Claudio Ranieri, romano-romanista ma con la memoria corta (ennesimo dopogara da ultrà bianconero: «Questa squadra va a giocare per vincere su tutti i campi come faceva la grande Juventus»), ai microfoni di Italia 1 ha confessato che in campo non si era accorto dello schiaffone di Zebina: «Non l'avevo visto. È una scena bruttissima. Gli chiederò un chiarimento». Ma se almeno Ranieri riesce a mantenere un atteggiamento dignitoso di fronte a un gesto violento e assurdo, il compagno di reparto di Zebina, Chiellini, prova solo comprensione per il povero amico espulso ingiustamente: «Quando ti viene compromessa una partita con tre rigori dati contro è difficile mantenere il controllo. Capisco Jonathan».
I RIGORI Già i rigori. Tre contro, di cui uno patteggiato a calcio d'angolo. La Juve non c'era abituata. La strana coincidenza è che, prima di Tagliavento, solo un altro arbitro aveva avuto il coraggio di fischiare due massime punizioni con il rischio di venire incriminati per "lesa maestà". Era il 19 marzo 2000, ma soprattutto era il derby con il Torino. E il direttore di gara era un certo Pierluigi Collina, attuale numero uno delle ex giacchette nere italiane. Peraltro, bisogna essere onesti con la Juventona (è stata chiamata anche così): il primo rigore, ieri, non era poi così netto. Legrottaglie trattiene leggermente Matri e Tagliavento è inflessibile.
EPISODI DUBBI Se dài tre rigori, di cui uno commutato, alla Juve, qualcosa devi pur concedere ai bianconeri. Così, per compensazione, Tagliavento spedisce anzitempo negli spogliatoi (38' del secondo tempo) il rossoblu Del Grosso e concede alla Juve il generosissimo calcio di punizione da cui, al 45' della ripresa, scaturisce il gol di Chiellini per il 3-2 finale. D'altronde, non si può avere tutto dalla vita.
LA DELUSIONE Il Cagliari ha buttato via un'occasione d'oro per farsi e farci un regalo. Lo sa benissimo il tecnico Marco Giampaolo: «Questa sconfitta mi brucia molto perchè almeno un pari lo meritavamo. Alla fine i particolari fanno la differenza. La Juventus è molto esperta, è di livello superiore ma il Cagliari meritava di più. Ho pochissimo da dire alla squadra, l'espulsione di Del Grosso e la punizione del 3-2 per la Juve mi crea qualche dubbio. Non mi sono mai lamentato contro gli arbitri e non lo faccio adesso».
29 agosto 2007
Calcio in lutto, è morto Antonio Puerta
E brutto dirlo però da 10 anni a questa parte, il calcio è diventato ogni anno più duro, più fisico... ed ogni anno più giocatori muiono di morti brutali.
TUTTE LE ULTIME TRAGEDIE SUI CAMPI DI CALCIO
Il nome di Antonio Puerta, il 22enne giocatore del Siviglia morto oggi, si aggiunge ad un lungo elenco di atleti e arbitri che hanno perso la vita negli ultimi anni. Giugno 1999 - Stefan Vrabioru: il 23enne calciatore romeno dell'Astra Ploiesti muore per un attacco cardiaco dopo uno scontro con un avversario; Febbraio 2000 - John Ikoroma: Il nigeriano, 17 anni, muore durante un'amichevole negli Emirati Arabi Uniti a causa di un attacco cardiaco; Ottobre 2000 - Catalin Haldan: Il 24enne giocatore romeno della Dinamo Bucarest viene stroncato in campo da un aneurisma cerebrale; Aprile 2001 - Mike North: L'arbitro inglese muore per un attacco di cuore nel corso del primo tempo di una partita di terza divisione; Giugno 2002 - Michael Michel: il cipriota, tesserato per un club di seconda divisione, muore per un attacco di cuore mentre l'arbitro fischia un fallo commesso da un suo compagno di squadra; Dicembre 2002 - Stefan Toleski: il calciatore macedone muore per un attacco di cuore mentre con la sua squadra, il Napredok, sta disputando una partita di campionato; Giugno 2003 - Marc Vivien Foe: il nazionale camerunense perde conoscenza a Lione durante la sfida con la Colombia, valida per la Confederations Cup. Morirà poco dopo. Gennaio 2004 - Miklos Feher: il calciatore ungherese del Benfica crolla in campo durante la partita di campionato contro il Vitoria Guimaraes. Il suo decesso avviene poche ore dopo. Ottobre 2004 - Paulo Sergio Oliveira da Silva 'Serginho': il difensore brasiliano del Sao Caetano muore per un attacco cardiaco allo stadio Morumbi, durante una partita contro il San Paolo- Dicembre 2005 - David Di Tommaso: il francese crolla sul campo di gioco, il suo cuore cede durante una partita che sta disputando con il club olandese dell'Utrecht. L'autopsia rivela che all'origine del decesso c'è un'aritmia cardiaca. Aprile 2006 - Victor Alonso Guerrero:il colombiano, 17 anni, perde la vita in allenamento. Inutile la rianimazione cardio-polmonare e i soccorsi che gli vengono prestati in campo.
(fonte:adnkronos)
José Roberto Rodas, arbitro, fu colpito da un infarto fulminante nel febbraio del 2003, spirando in campo mentre dirigeva l'amichevole tra Guarani e Assunçao in Paraguai. Vagner, difensore, di 25 anni è deceduto il 14 aprile del 1990, una settimana dopo aver battuto la colonna cervicale in terra, durante la partita tra Parana Club e Campo Murao,in Brasile.
Il più giovane a perdere la vita sui campi da calcio in match professionistici è stato l'inglese Barry Welsh, di 19 anni, colpito da infarto mentre giocava per la sua squadra, l'Ivybridge, in un incontro di serie B inglese, il primo novembre 1987. Beto, mediano del Moto Club, di 26 anni, è morto d'infarto il 14 settembre 1985 durante l'incontro con il Tocantins, a Sao Luis (Brasile). Anche il tecnico della nazionale scozzese, Jock Stein, ha perso la vita seduto in panchina. Colpito da un infarto fulminante, il 10 settembre 1985, è deceduto dopo che la sua squadra era riuscita a pareggiare contro il Galles, a Glasgow, in un match valido per le eliminatorie della Coppa del Mondo.
Di decessi nel mondo del calcio se ne ricordano anche alcuni avvenuti negli spogliatoi, al termine degli incontri, o durante gli allenamenti. Così è accaduto per l'argentino Trossero, 29 anni, morto d'infarto dopo la vittoria conquistata con il suo River Plate contro il Rosario Central. O per Max, stopper del Botafogo de Ribeirao Preto, morto a 21 anni, il 26 giugno 2003, dopo essersi sentito male durante un allenamento nello stadio Santa Cruz. Stessa sorte per l'algerino Omar Sahnoun, 25 anni, colpito da infarto nel corso di una seduta di allenamento sostenuta dal Bordeaux, formazione francese in cui militava il calciatore. La lista è lunghissima. Ne fa parte anche il brasiliano Carlos Alberto Barbosa, ala destra di 26 anni, scomparso il 4 marzo 1982 per infarto fulminante durante la partita Sport-XV de Jaù del campionato verdeoro.
In Europa, nell'agosto del 1977, Michel Soulier, 27enne stopper della squadra belga del Namuril, dopo esser stato colpito da una pallonata al petto nella partita contro l'Anderlecht, è morto in ospedale per un collasso cardiaco. È sempre il 1977 quando sui campi di calcio italiani muore Renato Curi, centrocampista perugino colpito da infarto durante l'incontro Perugia-Juventus. A lui è stato intitolato lo stadio di Perugia. Ma la prima morte di un calciatore italiano risale al 16 marzo 1969. Si tratta del centravanti giallorosso Giuliano Taccola, deceduto negli spogliatoi al termine dell'incontro Cagliari-Roma. Senza dimenticare Attilio Ferraris IV, campione del mondo 1934, uno dei leoni di Highbury, che Pozzo non convocò per i mondiali successivi per la sua vita spericolata. Morì su un campo di calcio a 43 anni in una partita tra vecchie glorie.
(fonte:apcom)
28 agosto 2007
Palermo - Roma 0-2
23 agosto 2007
CICINHO A ROMA 2/2
Dopo una lunga ed estenuante trattativa, Cicinho è un giocatore della Roma. Finalmente è arrivata il tanto sospirato annuncio ufficiale ed i tifosi hanno gia adottato il fuoriclasse brasiliano. Mi sembra che possiamo dire che siamo quasi perfetti. Secondo me, manca una punta di spessore internazionale. Totti e Vucinic non sono abbastanza. Spero di sbagliarmi e che gia a partire da domenica, vediamo una roma vincente.
28 luglio 2007
Conferenza stampa : addio Chivu
L'INTRODUZIONE - "Sono venuto davanti a voi perché credo sia giusto così. Vengo qua per ringraziarvi e mandare un messaggio a chi in questi quattro anni mi ha regalato emozioni e soddisfazioni. Saluto lo staff, la società, il presidente Sensi, Rosella Sensi. In questi anni ho incontrato tante persone, Roma è stata un'esperienza meravigliosa che non dimenticherò mai. Nel calcio si fanno delle scelte che bisogna accettare. Sono orgoglioso di aver vestito questa maglia, sono orgoglioso di aver dato il massimo e di aver incontrato ragazzi stupendi che mi hanno dato tantissimo in quattro anni. E sono contento di aver regalato sorrisi a quelli che amano questa squadra. Vorrei essere ricordato come un bravo ragazzo".
Perché hai scelto l'Inter e non il Real Madrid? Cosa ti ha infastidito di più di questa storia?
E' una scelta di vita. Ci ho pensato e volevo continuare a giocare in Italia. Prima di scegliere questa destinazione ho riflettuto molto. E' da quando avevo 17-18 anni che faccio scelte di vita, da quando decisi di lasciare la mia famiglia per giocare lontano da casa.
Cosa ti ha fatto soffrire più in assoluto di questi ultimi giorni?
Non ho ricordi negativi. Sono stati quattro anni meravigliosi. Qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Non ho rimpianti per niente, sono un po' amareggiato perché non è facile lasciare un posto dove sono stato benissimo. E' arrivata questa opportunità e ho scelto di andare a fare una nuova esperienza e raggiungere quello che ho sempre sognato.
Mi riferivo più a qualche episodio recente che ti fa ferito.
Io sono stato amato, per questo accetto e capisco i fischi del Flaminio. Questi tifosi e la Roma saranno sempre nel mio cuore.
I tifosi della Roma si chiedono come sia possibile rifiutare il Real Madrid. Qualcuno ha parlato di irriconoscenza. Cosa rispondi?
Si può rifiutare il Real Madrid quando la terza parte non è d'accordo. Non penso che devo dare spiegazioni perché non ho scelto il Real, con tutto il rispetto per quella società che è una delle migliori al mondo. Io sono l'unico che ragiona in questa situazione, che fa delle scelte e che può decidere per la sua vita. Sono contento che la Roma abbia raggiunto l'accordo con l'Inter. Un accordo vantaggioso, simile a quello raggiunto tempo prima col Real Madrid. Non ho mai voluto creare un danno alla Roma, altrimenti avrei potuto utilizzare la clausola Fifa. Ho ringraziato la Roma, come ringrazio chi mi è stato vicino in questi quattro anni. Il mio comportamento e il mio modo di essere ha giustificato quelle sfortune che ho avuto all'inizio. Sono sempre stato disponibile, addirittura una volta sono arrivato al punto di giocare con le stampelle. E' solo un modo di dire che la mia coscienza è a posto. Ho sempre dato tutto per questa maglia.
Quando hai scelto l'Inter?
Non ho mai detto di voler giocare con Mancini, nonostante abbia rispetto per tutti gli allenatori, il mestiere che faceva mio padre. Sono scelte personali che prima di prendere ho riflettuto tanto e alla fine l'ho fatto.
C'è qualcosa che ti ha convinto?
Mi sono convinto da solo. Prima di prendere una decisione penso tanto. Ho avuto la fortuna di avere persone vicino che mi hanno sempre consigliato al meglio, non cambiando mai idea.
In questi giorni ti è venuto il dubbio di ripensare alla tua decisione? Magari anche aiutato dai compagni? E per sbloccare questa trattativa, è stato decisivo il fatto che hai rinunciato ai soldi?
I miei compagni mi vogliono bene. E io voglio bene a loro. Mi hanno capito, capiscono il mondo del calcio e le opportunità che arrivano. Mi sono sempre stati vicino, con un sorriso, un abbraccio. Sono veramente amici, li ringrazio per quello che hanno fatto in questi giorni e in questi quattro anni. Se non succedeva niente c'era l'opportunità di riflettere e di parlare con la società. Era giusto così, si sono comportati da veri professionisti, in particolare Daniele Pradè. Questa società è nelle mani giuste per arrivare a obiettivi importanti.
Cosa significa una nuova carriera con l'Inter? Vuoi mandare un messaggio ai tifosi romeni?
Io sono qui per parlare della Roma e non è giusto parlare della mia futura squadra. Io sono fiero di essere romeno e spero lo siano anche loro.
Ti senti a posto nei confronti dei tifosi della Roma?
Io con i tifosi sono a posto e spero abbiano capito che mi sono comportato da professionista. Io sono stato disponibile, ho fatto di tutto per portare con orgoglio questa maglia. So cosa significa per loro e per questo ho la coscienza a posto. Sarò magari fischiato, sarò magari insultato, ma mi sono sempre preso le responsabilità che dovevo. La vita me la sono sempre costruita da solo, magari con un aiuto di chi mi sta vicino, ma ho sempre agito con la testa mia. Nella vita arrivano delle opportunità, vai dove puoi guadagnare di più e arrivi a pensare alla tua futura famiglia. Sono treni che non passano più. Confermo di aver fatto la scelta giusta.
Con quale stato d'animo giocherai la finale di Supercoppa?
Aspetto quei giorni per parlare, tanto sicuramente sarò il primo ad essere ascoltato.
Per salutare i tifosi della Roma avevi un'occasione irripetibile: la festa degli ottanta anni. Perché non ci sei andato?
E' stata una riflessione che ho fatto durante questi giorni. E' giusto che una festa rimanga una festa, per rispetto dei compagni e dei campioni arrivati ieri. Abbiamo deciso insieme di non partecipare. L'ho vista davanti la tv con emozione, come penso anche voi, perché è stata una cosa meravigliosa. Avrei voluto esserci anche io. Ma non volevo rovinare una festa.
Si è parlato molto del ruolo dei tuoi procuratori in questa vicenda. La scelta di andare all'Inter è tua o i tuoi agenti ti hanno consigliato in quella direzione?
La scelta è mia. Poi ho delle persone intorno che nella vita mi hanno aiutato molto. E la mia famiglia mi ha sempre insegnato di portare rispetto verso gente per bene che si è sempre presa cura di me.
Non sarebbe più semplice dire che sei andato all'Inter perché ti dà più soldi? E un'altra cosa: è vero che qualche mese fa era cominciata una trattativa per il rinnovo di contratto? E' lì che si è deteriorato il rapporto con la Roma?
L'ho già detto prima. Comunque il rapporto non si è mai deteriorato con la società. Due anni fa ci fu un incontro, poi ce ne è stato un altro l'anno scorso e non abbiamo trovato l'accordo.
22 giugno 2007
Chivu più Barça o Inter?
Il riscatto di Pizzaro è stato un ottimo colpo. Il riscatto di Vucinic è un investimento per il futuro. Spero che quest'anno esplodi alla grande, ne ha le doti. L'acquisto di Juan è ottimo, sopratutto per la somma spesa. Adesso, speriamo di vincere alla buste Cassetti e Comotto. A questo punto la difesa sarebbe apposto, anche con la partenza di Chivu. Per il centrocampo, ci servirebbe uno come Esposito e la conferma di Wilhelmson. Per l'attacco, ci serve un attacante di peso che è pronto a fare la panchina, farei un pensierino per Vieri.
Le cose sono iniziate bene, speriamo che continua cosi.
Impero Romano
02 giugno 2007
Il campionato 2006 - 2007 è finito, adesso il calciomercato
Adesso, conta solo dare una formazione all'altezza a Spalletti. Bisogna fornigli una rosa di 20 giocatori con 15 titolari e 5 riserve "giovani" che hanno voglia di dimostrare di essere da grande squadra (tipo Rosi). Eppoi, se un "big" deve partire, meglio che parta Chivu. E un grande giocatore, puo ricoprire diversi ruoli, centrale, di fascia, davanti alla difesa, ..., pero dei big in rosa è quello che sacrificherei sopratutto perchè è quello che ha più mercato. In effetti, se l'Inter è disposta a darci l'altra metà di Pizarro, più Samuel (e 2 mio di euro del suo attuale ingaggio), più soldi, ebbene facciamo l'affare. A mio avviso quelli che hanno mercato e che non venderei mai sono Mexes e De Rossi. Sono giovani, sono i migliori giocatori al mondo nel loro ruolo e hanno dimostrato di tenerci alla nostra maglia. Speriamo che la società insieme a Spalletti riescono a formare una formazione all'altezza che riesca per lo meno a ripetersi agli stessi livelli di quest'anno, che sarebbe già un grande successo. Buone ferie a tutti... Impero Romano
19 maggio 2007
Ritorno a Fiumicino con la Coppa Italia in mano, Grazie Roma
Un piccolo servizio per mostrarvi quello che non potrete mai raccontare, mai vivere... perchè non siete romanisti
La Coppa Italia è nostra
Impero Romano
28 aprile 2007
Derby : Lazio - Roma 1 - 5
Per finire nei migliori dei modi il nostro campionato... cosa di meglio che una bella vittoria nel derby di domani?
18 aprile 2007
Inter - Roma 1-3
Riguardando l'Inter, la festa è rimandata di qualche giorno. Pero, quanto deve essere brutto vincere un scudetto sul campo dopo 20 anni e che nessuno ne parli... come se lo scudetto di quest'anno non abbia nessun valore... visto l'assenza della dopentus. Certo che deve essere brutto essere interisti... in effetti, anche quando la juve non c'è... rompe li coglioni!!!
14 aprile 2007
Siamo fuori dalla Champions...
09 aprile 2007
Operazione-Manchester: la Roma è sbarcata
07 aprile 2007
Matrix : scontri Manchester United - polizia
06 aprile 2007
Roma - Manchester : Primo Round
Impero Romano
Crowd Violence - Roma vs Manchester United
Certi episodi non dovrebbero succedere in uno stadio di calcio. La polizia normalmente dovrebbe mettere l'ordine. Ieri sera, invece, ha messo il chaos. Una volta di più, la polizia italiana ha dimostrato di essere violenta ed inefficace. Ma avete visto con quale violenza certi poliziotti colpivano dei poveracci a terra e senza difese. CONIGLI!!!
Altro che ultras, i veri delinquenti sono i poliziotti!!! Ed adesso, chi paghera? Di certo, non la polizia. In effetti, l'Uefa ha gia apero una inchiesta. Spero solo che a rimetterci non siano di nuovo i tifosi.
Impero Romano
31 marzo 2007
Anteprima Roma - Manchester
Grazie Mr.Vegas per questa raccolta.
Vincere e vinceremo!!! Impero Romano
Biglietti per Roma-Manchester United
"Roma, 29 mar. (Ign) - Da ottanta a 28 mila euro. Su eBay i biglietti per Roma-Manchester United, storica sfida dei quarti di finale di Champions League in programma mercoledì prossimo alllo stadio Olimpico, raggiungono cifre incredibili.
Dopo le lunghe file ai botteghini e alle ricevitorie di martedì scorso, chi non è riuscito a trovare il prezioso tagliando ha spostato la sua ricerca su internet. E sul famoso sito di aste online, i ticket vengono offerti a prezzi da capogiro.
Un biglietto per la curva sud, viene ad esempio venduto con il sistema 'Compralo subito' a 2.000 euro, mentre per acquistarlo tramite asta, l'offerta ha raggiunto già i mille euro. Ma per la sud le cifre in alcuni casi hanno già toccato i 10.000.
Per i distinti si va dai 300 ai 1000, mentre una tribuna Montemario può valere fino a 28.000 euro. Non è da meno la nord dove i biglietti viaggiano dai 100 euro di partenza fino a 1.500. Per la tribuna Tevere bisogna spendere almeno 2000-3000 euro.
A questo punto rimane da chiedersi come sia possibile questo tipo di speculazione. Già martedì mattina si era avuta la senzazione che tra i tifosi in fila ci potessero essere diversi 'bagarini'. E in molte ricevitorie non è stato raro vedere persone che, portando con sé documenti d'indentità validi, uscivano con più di 10 tagliandi in mano."
24 marzo 2007
Totti e la Nazionale
17 marzo 2007
11 febbraio 2007
San Berlusconi l'intoccabile

Venerdi ho visto un Santo in televisione. Diceva "Ritengo che sia lesivo della libertà non consentire loro di andare a vedere la propria squadra, perchè un fatto pur dolorosissimo è avvenuto fuori dallo stadio di Catania. Io da presidente del Consiglio non avrei mai fatto un provvedimento del genere". Dopo queste parole benedette, San Siro si è aperto ai suoi abbonati. Ma di quale libertà parlava? Perchè, quelli che non sono abbonati non hanno il diritto di essere liberi?
Il problema in Italia è che ci sono certe persone che la hanno sempre vinta.
Perchè, gli abbonati a Milano SI ed a Messina, Catania, Verona, Bergamo, Firenze, Udine, Livorno, Empoli, Parma, Ascoli, Reggio NO??? Perchè un decreto di appena 3 giorni conosce già delle eccezioni? Perchè il presidente del Milan è Berlusconi e non Franza? (con tutto il rispetto per Franza). In Italia non andra mai bene niente, perchè ci sono sempre gli intoccabili. Perchè un giovane dovrebbe rispettare le leggi, quando vede in televisione Berlusconi, che appena qualche mese fa era presidente del consiglio, dire che non è d'accordo con quello che lo stato ha appena deciso? Come fa un giovane ad avere dei punti di referimento da rispettare quando in Italia nessuno li rispetta nemmeno un ex presidente. Le rovine dell'Italia sono la furbizia, l'arroganza, il credersi superiori, gli intoccabili, ... . San Silvio è intoccabile, ma fino a quando? Fino a quando l'Italiano medio continuera a crederlo!!!
08 febbraio 2007
Siamo solo noi

Chi sono i tifosi più passionali del mondo? Siamo noi! Chi sono i tifosi con le coreografie più belle al mondo? Siamo noi! Chi sono i tifosi con le canzione più belle al mondo? Siamo noi! Chi sono i tifosi con i colori più belli dell'universo? Siamo noi. Siamo sempre noi. Perciò, adesso che tutti i riflettori d'Italia e del mondo intero saranno accesi sopra di noi, facciamogli vedere cosa significa la passione, cosa significa essere i migliori, cosa significa essere un ultra romanista e che fortuna abbiamo di essere romanisti. Mamma grazie di avermi fatto nascere romanista.
Tratto da il romanista - RICCARDO LUNA Siamo soli, facciamoci riconoscere.
"Roma sarà l’unica grande città ad avere i tifosi nel suo stadio per le prossime settimane. Grazie al Coni, va detto: l’Olimpico non è un paradiso, si vede male, è difficile prendere un caffé, impossibile parcheggiare. Ma almeno è a norma. Ci si può giocare a calcio. Il paradiso sugli spalti tocca a noi far sì che ci sia.
Non so quanto dureranno le porte chiuse a San Siro o al San Paolo: ma intanto è così. Per milioni di milanisti, interisti, napoletani il calcio dal vivo sarà vietato. Per noi no. Non è solo un privilegio, è una responsabilità. Abbiamo una occasione storica di dimostrare al Paese di aver capito che è ora di voltare pagina. Che gli stadi possono diventare una cosa diversa da quella che abbiamo visto negli ultimi trent’anni. Speriamo migliore. Vorremmo trovarci la la stessa passione ma senza gli eccessi di violenza ed illegalità ai quali abbiamo assistito per una vita senza poter fare nulla. Senza voler fare nulla.
Per questo sono felice che il nostro invito ai tifosi del Parma, per vedere la partita in tribuna assieme a loro domenica, abbia avuto tanto successo. Le nostre bandiere con le loro: si può, per dare una risposta a chi pensa che gli stadi siano frequentati solo da delinquenti. Fra tanti consensi, qualcuno da Parma mi ha scritto: ma se l’ultima volta i vostri tifosi ci hanno dato una coltellata! Mentre qualcuno da Roma mi ha detto: ma se alcuni dei nostri sono stati denunciati proprio dai parmensi! Usciamo da questa logica, non è una Intifada, è pallone: ogni tifoseria purtroppo ha avuto le sue bombe, i suoi coltelli, le sue cariche, i suoi agguati. E le sue vittime. Ma se c’è una speranza di voltare pagina, archiviamo rancori e vendette. Sennò i provvedimenti varati ieri dal governo spazzeranno via anche il molto di buono che c’è in tutte le curve d’Italia.
Sul decreto legge confermo le riserve che avevo manifestato a caldo. E non per questo penso di non amare il calcio, come ha detto il ministro Amato riferendosi ai critici. E’ un pacchetto di norme duro, necessario, che va rispettato vista l’emergenza, ma purtroppo ci sono errori e contraddizioni. Ed esagerazioni. In particolare, «nei volumi delle pene», per utilizzare il frasario del Guardasigilli Mastella. Per esempio da oggi la resistenza a pubblico ufficiale prevede una pena più dura della rapina e dello stupro (persino della violenza a una ragazzina con meno di 14 anni). Con tutto il rispetto che si deve avere per le forze dell’ordine, mi pare esagerato. Anzi, è sicuramente esagerato.
La diffida per i minorenni, che il ministro Amato ha presentato come una grande novità, mi risulta essere in vigore da sei anni: ora aspetto il testo del decreto per capire in che consistono le novità. E ancora: abolire le trasferte organizzate non vuol dire ridurre i rischi per l’ordine pubblico, visto che «i tifosi facinorosi», per usare una espressione molto utilizzata dai ministri preposti, partiranno lo stesso mescolandosi ai tifosi avversari.
Il divieto di bomboni e petardi è in vigore da una vita ma non è mai stato fatto rispettare: ora il divieto si estende anche alle 24 ore prima di una partita. Che vorrà dire? Che se ti trovano in giro per la città con un petardo, magari per una festa di compleanno, ti becchi un giudizio per direttissima? Non voglio crederlo. Ma non sentirò la mancanza dei botti negli stadi, è sicuro.
Comunque da oggi la legge è questa e con questa dobbiamo fare i conti. Se le norme sono oscure, il messaggio è chiarissimo: a costo di sfiorare l’incostituzionalità (esempio: la diffida preventiva a chi non ha commesso un reato ma potrebbe farlo), il governo ci chiede di voltare pagina. Ma la repressione non basta: anzi, può fare danni peggiori, esasperare. Finché un ragazzino scriverà sulla lavagna, come accaduto l’altro ieri a Riccione, «Raciti uno di meno», nessuna legge lo salverà, ci salverà. Servono dialogo ed esempi concreti. Il primo diamolo domenica. Tifiamo Roma accanti ai tifosi del Parma. Il paradiso stavolta non può attendere."
07 febbraio 2007
Prime indiscrezioni sul contenuto del decreto Amato
PARTITE A PORTE CHIUSE
"Fino all'esecuzione degli interventi strutturali e organizzativi richiesti" per attuare quanto previsto dal decreto Pisanu, le partite di calcio "possono essere svolte esclusivamente a porte chiuse".
STOP A VENDITA BIGLIETTI IN BLOCCO A SQUADRE OSPITI
Le società che organizzano le competizioni non possono più vendere, "direttamente o indirettamente", alla squadra ospitata, biglietti in blocco. E' vietato inoltre "vendere o cedere" alla stessa persona un numero di biglietti superiore a dieci. In caso di violazione si rischia da 10 mila a 150 mila euro di multa. Il divieto è immediato per cui i biglietti ceduti o venduti prima dell'entrata in vigore del decreto "non possono essere utilizzati".
DASPO PREVENTIVO FINO A 7 ANNI
Il divieto di accesso negli stadi viene innalzato fino a sette anni e presuppone non più soltanto l'accertamento di un reato, ma "può essere altresì disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi (come ad esempio un rapporto di polizia pure su minorenni, ndr), risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse". Previsto l'obbligo di firma in un comando di polizia durante la partita. Chi viola il Daspo rischia da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa fino a 10 mila euro.
FLAGRANZA DI ARRESTO ENTRO 48 ORE
La polizia potrà arrestare in flagranza di reato differita fino a 48 ore (contro le attuali 36) chi in occasione di manifestazioni sportive risulta autore di un reato commesso con violenza alle persone o alle cose grazie a foto o video.
GIUDIZIO DIRETTISSIMO
Verrà giudicato per direttissima non più solamente chi ha lanciato materiali pericolosi o ha fatto invasione di campo, ma anche i tifosi che vengono trovati in possesso di razzi, bengala e "artifizi pirotecnici" in genere.
SPEZZARE LEGAME SOCIETA'-TIFOSI
Sembra essere questo l'obiettivo di un'altra norma contenuta nella bozza di decreto legge che estende le misure di prevenzione a coloro che sono indiziati di aver agevolato gruppi o persone che hanno peso parte attiva, in più occasioni, a manifestazioni di violenza durante le partite. Prevista inoltre la possibilità di sequestro di quei beni "la cui disponibilità può agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive".
AGGRAVANTI PER I DELITTI DI VIOLENZA E RESISTENZA A POLIZIA
Vengono portate da un minimimo di 5 a un massimo di 15 anni (anziché da 3 a 15) le pene per chi commette violenza e resistenza a pubblico ufficiale con armi, ma anche con il "lancio di corpi contundenti e altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici in modo da creare pericolo alle persone"."
04 febbraio 2007
Catania - Palermo, muore Filippo Raciti
Oggi riguardando e riguardando le immagini di ieri sera girate intorno allo stadio di Catania, mi sono venute in mente tante domande. Ma perchè tanta violenza, perchè tanta bestialità, perchè, perchè, perchè???
Da dove viene tutta quella rabbia, tutto quel odio? Da ieri è cominciato un processo al calcio. Tutti a dire che non abbiamo dei stadi adatti, che chi compie atti di violenza allo stadio non rischia niente, etc... etc..., tutti a tirare sopra al calcio. Ma il problema, cari miei, non è il calcio. Tutti a parlare del modello inglese, di sorveglianza negli stadi etc... etc..., ma in Inghilterra il problema non è mica risolto. Basta vedere ogni volta che la nazionale Brittanica gioca all'estero, o quando un club inglese gioca fuori casa una partita di coppa europea, succede sempre il fini mondo, 3-4 anni fa per esempio scappo il morto prima della partita Besiktas-Leeds United ad Istanbul. Il problema non è il calcio e la repressione non è la soluzione. Qui bisogna ricominciare ad educare i propri figli e non lasciarli credere che la violenza ed il potere sono i nuovi valori da seguire. Dobbiamo di nuovo insegnargli che i veri valori sono la solidarietà, l'amore, l'onesta, la generosità, etc... etc... .
Tutta questa violenza non è il frutto del calcio. La violenza è diventata una cosa banale, una cosa che fa parte della vità dei nostri giovani. Vedi i vari stupri di gruppo, vedi le violenze intorno e dentro le scuole (due settimane fà in Francia, due bambini di 12 anni hanno ammazzato un coetaneo di botte durante la pausa), vedi le risse dentro e fuori le discoteche, etc... .
Tutta questa violenza, questa rabbia tra i giovani viene dalla mancanza di una linea precisa del limite tra il bene ed il male, tra quello che si può e che quello che non si può fare. Qui deve intevenire la famiglia. Dobbiamo ricominciare ad educare i nostri figli. Bisogna darli di nuovo dei limiti. Non si può andare avanti di questo passo. Altrimenti arriveremo allo stesso punto che negli Stati Uniti, dove ognuno ha la propria pistola in casa ed alla fine ci ammazziano gli uni contro gli altri.
Ritornando a quello che è successo ieri sera a Catania, è giusto che il calcio si sia fermato. Pero, non starei troppo a colpevolezzarlo. Perciò, ricordatevi che la repressione non è la soluzione. Anzi, ancora di più la gente commune associera il calcio alla violenza. Però, è anche chiaro, che lo stato deve intervenire. Lo stato deve porre dei limiti e li deve fare rispettare. Lo stato deve garantire l'ordine pubblico. Ma non solo nel calcio, cosi come in ogni manifestazione sportiva e non. Comunque non dimentichiamoci che un padre, una marito, un figlio, ieri ci ha lasciato, perciò interveniamo ed cerchiamo di migliorare la nostra società.
27 gennaio 2007
Platini presidente Uefa... dopo Blatter mancava solo lui
Platini sembra essere il figlio di Blatter. Stesso sorriso falso, stessa idea del belpaese, stessi denti lunghi, stesso opportunisto, stessa arroganza. Adesso con quei due sul tetto d'europa e del mondo, siamo messi proprio male o forse bene ... perchè in materia di corruzzione siamo i numeri UNO e questi di corruzzione ne sanno un sacco. Povero calcio e poveri noi!!!
Totti ed Ayroldi
La tecnologia ci fa fare di tutto, ormai, gli arbitri hanno persino gli auricolari, eppure il loro referto è sacro come la Bibbia: Ayroldi la reazione di Totti l'ha vista. Si è sbagliato? Pazienza. La gomitata in faccia di Galante invece, proprio non l'ha vista. E Galante da questa storia ne esce con la fedina pulita. E poi dicono che dovresti essere contento..."
20 gennaio 2007
Roma devi vincere!!!
18 gennaio 2007
Cara Juve, nonostante Calciopoli non sei cambiata
JONATHAN L’INCORREGGIBILE. È la metà del secondo tempo, la Juve vince 2-0, il clima è da calma piatta: vero e proprio tran tran. In difesa, però, ci sono Birindelli, Kovac, Zebina e Balzaretti, e all’improvviso – come un fungo velenoso – ecco spuntare il gol di Papa Waigo, del Cesena, che riapre la partita. Il 2-1 risveglia i fantasmi di Juventus-Arezzo (da 2-0 a 2-2) e risveglia, soprattutto, la follia di Zebina. Che di lì a poco, nella metà campo del Cesena, subisce fallo da Mezavilla e da terra, sotto gli occhi di tutti, decide di scalciare l’avversario che due secondi dopo gli passa davanti. Tutto succede sotto gli occhi dell’arbitro Banti, che sembra non fare una piega: tant’è vero che il quarto uomo deve addirittura entrare in campo per suggerire all’arbitro che Zebina, insomma, andrebbe cacciato. Detto e fatto.
SANGUE AGLI OCCHI. Come in una specie di deja-vu, il cartellino rosso mostrato a Zebina scatena l’inferno in campo: esattamente come a Genova, quando Farina mostrò a Nedved il cartellino rosso per un’entrata spezza-caviglie su Bega. Allora, Pavel reagì rifilando un pestone all’arbitro e dando vita ad una sceneggiata napoletana (5 giornate di squalifica confermate in primo e secondo grado). Zebina in confronto si comporta invece da autentico signore; ed è vero, tiene il gioco fermo 2 minuti, ma si limita a dire al quarto uomo che non può, proprio lui, così distante, avere visto il suo scalciare. Del Piero, intanto, comincia a dare segni di nervosismo.
TUTTI GIU’ PER TERRA! In 10 contro 11, la Juve va in affanno. E succede che Alex Del Piero faccia una cosa che ogni calciatore, una volta nella vita, fa: cioè, simula, e cade in corsa senza essere toccato. Banti lo ammonisce, lui si rialza furente e va a cercare, chissà perché, il quarto uomo: “Così non va bene! – gli dice – stavolta non sei andato dall’arbitro a dirgli che il fallo c’era!”. Imbarazzante. Il quarto uomo si sforza di non rispondere, Del Piero insiste. In campo l’atmosfera comincia a farsi irrespirabile, gli juventini sono isterici: l’impressione è che uno scempio arbitrale senza precedenti (tipo Iuliano-Ronaldo, arbitro Ceccarini, all’incontrario) si sia abbattuto su di loro, vittime innocenti. Invece, c’è stata solo la solita, stupida “zebinata”.
MUORE IL REGOLAMENTO. Il Cesena spinge alla ricerca del pareggio, la Juve si difende, ringhia e protesta. Marchisio, a metà campo, commette un fallo da rosso (entrata voluta, in ritardo, sul piede d’appoggio di un avversario): Banti lo ammonisce. Si riprende e c’è una palla che spiove nell’area juventina: il giovane De Ceglie, appena entrato al posto di Kovac (infortunio numero 18 del campionato juventino!), contrasta Papa Waigo ma va completamente nel pallone stoppando letteralmente la palla col braccio. Come si diceva una volta: rigore grande come una casa. Ma in campo il clima è da Far West e lo sceriffo (Banti) e i suoi vice (Rosi e Carretta) hanno perso tutto il loro coraggio: il gioco prosegue.
MEGLIO DI DE SANTIS. Ma il bello, come si dice in questi casi, deve ancora venire. E arriva puntuale nel primo dei 3 minuti di recupero, quando succede questo: c’è un pallone alto che spiove nell’area della Juventus e si vede Mirante (il portiere che sostituisce Buffon) lanciarsi dai pali. Un giocatore del Cesena, il n. 14 Mezavilla, ha le spalle alla porta e sta aspettando che il pallone arrivi sulla sua testa quando da dietro viene travolto da Mirante che tenta una goffa presa: Mezavilla cade e cade anche il pallone dalle mani di Mirante. Pellè, che è a un passo, si avventa sulla palla, si avvita e in mezza rovesciata realizza il gol del 2-2 tra la disperazione dei difensori juventini. I giocatori del Cesena esultano, ma la gioia dura poco: l’arbitro Banti arriva infatti di gran carriera e annulla il gol spiegando (come De Santis in Juve-Parma 1-0, gol di Cannavaro del Parma annullato per inesistente fallo di confusione) che lui ha visto bene, anzi benissimo, il fallo di un giocatore del Cesena sul portiere. Sbalordimento generale. Partono i replay e la sola cosa che si vede è Mirante che travolge, letteralmente, Mezavilla – che nemmeno lo vede - sbagliando completamente tempi e modi dell’intervento (invece di respingere di pugno, e allontanare la palla, tenta la presa, che non gli riesce). Incredibile ma vero, mentre tutto questo accade si nota Deschamps che trova il modo di mostrarsi inviperito (lo si vede entrare in campo furente come a dire: “Ma come, adesso anche i falli sul portiere, ci fanno?”) e quando l’arbitro fischia la fine è ancora lì, in primo piano, intento a protestare col quarto uomo che per 20 minuti è stato insolentito, senza tregua, e senza che nessuno dicesse niente a Del Piero, dal capitano della Juve.
FRITTATA RIVOLTATA. Juventus-Cesena è finita 2-1, la squadra romagnola ha subito torti che definire colossali è dire poco, ma se qualcuno accendesse la tivù in questo momento penserebbe che la Juventus è stata seviziata. Del Piero s’imbuca nel sottopassaggio nero come la pece, Deschamps non la smette di esigere spiegazioni, i giocatori della vecchia guardia (Birindelli in testa) sono fuori di sé e ululano e imprecano all’indirizzo di arbitro, guardalinee, quarto uomo e del mondo cinico e baro.
MORALE DELLA FAVOLA. La partita Juventus-Cesena, l’avrete capito, è stata un insulto al calcio. Ma la cosa peggiore è stato il comportamento della Juventus, e in particolare di Del Piero, il capitano, e di Deschamps, l’allenatore: un insulto all’educazione e alla decenza, oltre che all’intelligenza. Dispiace dirlo: sono passati 9 mesi, dall’esplosione di Calciopoli, ma alla Juventus degli intoccabili il tempo è trascorso invano. È ufficiale: la Nuova Era juventina era una bufala."
14 gennaio 2007
Totti - Mancini : riabbracciamoci malgrado l'Inter
Finalmente si sono riabbracciati, ma non è bastato. Sembrava tutto perfetto. Mancini che segna su passaggio di Totti, i due che si abbracciono, partità sotto controllo eppoi? Rigore per il Messina all'ultimo minuto viziato da un precedente fallo su Pizarro ed alla fine, ci ritroviamo a -9 punti dall'Inter.
Tutto sembra un pò strano. I giornali che scrivono una settimana intera sui screzi tra Totti e Mancini, un rigore dubbio contro la Roma accordato all'ultimo minuto, ..., ma la ROMA comincia davvero a fare cosi paura? Ebbene si, l'Inter sa che questo scudetto "pulito" non lo può perdere. L'Inter è oggligata a vincerlo. Dopo l'ultimo scudetto vinto a tavolino negli ufficipiù che sul campo, l'Inter deve dimostrare ai suoi contradittori (guiventini) che può vincerlo sul campo. Perciò, mi viene il dubbio che l'Inter stia tendando di azzerare tutti gli eventuali "disturbi". La Roma fino a due mesi fa non faceva paura. Era una buona squadra che avrebbe lottato per la zona champion's. Pero, negli ultimi due mesi prima della sosta natalizia, la Roma ha totalizzato 28 punti su 30 in gioco. Per di più, tutti a dire che la Roma mostra il più bel calcio del campionato, che l'Inter gioca male... . Poì, se ci mettiamo che la Roma è stata fino ad adesso la società più attiva durante questo calciomercato e che ha già messo a segno gli unici due colpi veri (con TAVANO e WILHELMSSON), ebbene viene quasi spontaneo, che il fatto che si sia parlato negli ultimi giorni più dei screzi tra Totti e Mancini che dei vari colpi del calciomercato, eppoi con quel rigore dubbio a Messina, mi sembra che sotto ci sia qualche cosa che puzza. Speriamo di no, perchè la passione di noi tifosi sarebbe ridotta al midollo, se succedesse un CalciopoliBIS. Speriamo solo che il mio sfogo è dovuto all'amarezza del rigore subito all'ultimo minuto, cosa che rosica...
09 gennaio 2007
Roma superba col profeta Spalletti
Di Franco Melli tirato dal sito www.goal.com
"Dicono sia merito di Luciano Spalletti se la Roma ha raggiunto obiettivi da grande squadra, e non hanno tutti i torti quelli che l'affermano, perché l'allenatore toscano è certamente il valore aggiunto della formazione romanista. Forse più di Francesco Totti e degli altri che compongono l'intera rosa. Perché ha dato un segnale forte, dopo una stagione disgraziata, incorniciata dal via-vai degli allenatori. Va detto che Spalletti incarna in maniera perfetta la sacralità del ruolo di trainer all'inglese, un po' addestratore e un po' manager, col suo modo particolarmente gradito sia dai giocatori che dalla dirigenza di essere un "aziendalista" convinto. Ruolo difficile, che spesso crea incomprensioni e malcontenti dall'una, o dall'altra parte.Il motivo è facilmente individuabile: passano inosservate le piccole magagne perché il signor Luciano è stato capace di allargare gli orizzonti e di regalare schemi tattici all'avanguardia, la sua squadra produce il miglior football d'Italia, l'attacco è il più prolifico del torneo, la difesa fra le meno battute. Ecco, poi, l'intuizione di giocare senza attaccanti, regalando al capitano di Porta Metronia il suo ruolo ideale: spostato il raggio d'azione di Totti di quindici metri in avanti, Spalletti ha rivoluzionato il gioco dell'intera compagine.Quest'allenatore ha rigenerato gente che sembrava al tramonto, ridato smalto a chiunque, offerto al pubblico della Capitale la Roma dei sogni, quella che gioca bene e vince. Impresa difficile per chiunque, compresi gli squadroni del nord e quelli dell'aristocrazia europea. E addirittura dispiace che i record agguantati abbiano riempito le prime pagine dei giornali ma in parte offuscato le magie offerte dai trigoriani, che accorciano gli spazi e creano ripartenze in misura industriale. Per una volta non snoccioleremo i numeri, troppe volte ricalcati, e dedichiamo la chiusura di sipario alla speranza di veder resuscitato al vertice il campionato 2006/2007. A questa Roma può riuscire la rimonta, anche se sette punti sembrano un abisso."
Colpo della Roma : preso WILHELMSSON

Nota dal sito ufficiale del AS ROMA:
06 gennaio 2007
LA BEFANA DI CALCIOPOLI

05 gennaio 2007
Antitrust: "Sì ai diritti tv centralizzati"
Per più dettagli, ecco a voi l'articolo (tirato dal sito www.sports.it):
"Sì alla vendita centralizzata dei diritti tv per il calcio, ma non imposta per legge e con nuovi criteri di mutualità da affidare ad un organismo indipendente per garantire un campionato più combattuto", si legge nel documento del garante. Secondo l'Autorità è inoltre necessario rivedere i legami fra Figc-Lega, recidere i conflitti di interesse e dare nuovi assetti al settore degli agenti, oltre a migliorare lo sfruttamento delle risorse e il tesseramento in corso di campionato deve essere un'eccezione.Il primo punto dell'indagine conoscitiva relativa al settore del calcio professionistico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguarda le entrate del sistema calcio che non devono dipendere solo dai diritti tv. L'analisi delle entrate delle società di calcio professionistiche ha messo in luce uno scarso sfruttamento di alcune fonti di ricavo e, al contempo, "una forte dipendenza delle stesse società dai diritti audiovisivi", che rappresentano oltre il 40% dei ricavi delle società di Serie A, mentre il 12% arriva dagli sponsor. "Le attività di merchandising rappresentano invece un'entrata oggi poco rilevante per le società in Italia, costituendo - in media - meno dell'1% delle entrate totali delle stesse, con riferimento alla Serie A. L'indagine ha evidenziato come tale circostanza sia principalmente da attribuire all'eccessiva diffusione della contraffazione dei marchi, che disincentiverebbe le società dallo sviluppare le attività di merchandising, per lo meno nella sua accezione tradizionale". L'antitrust individua un altro rimedio, che in Italia sembra però di difficile attuazione. "Anche la quotazione in borsa potrebbe rappresentare un'importante fonte di finanziamento necessaria al raggiungimento di un maggiore equilibrio competitivo nei campionati. Tuttavia, le società italiane non sembrano godere di una solida patrimonializzazione: ciò è principalmente dovuto al fatto che non differenziano appieno le entrate e non dispongono della proprietà delle strutture sportive". La vendita centralizzata, come facoltà e non come obbligo". E' questo il principio che secondo l'Antitrust si dovrebbe seguire in Italia per la contrattazione dei diritti tv. In questo modo, secondo il garante, si potrebbe migliorare la situazione "ma il vero problema consiste nell'inadeguatezza del vigente meccanismo di ripartizione delle risorse adottato in Italia: l'attuale sistema, prevedendo che le società debbano versare ai fini mutualistici il 19% dei loro proventi totali, non realizza appieno le tipiche esigenze solidaristiche che connotano il fenomeno sportivo se confrontato con i meccanismi adottati in ambito europeo. Soprattutto in Francia, ad esempio - si legge nel documento - una quota maggioritaria è distribuita in parti eguali tra le società e una quota pari al 5% dei proventi viene attribuita allo Stato per promuovere e sovvenzionare i settori giovanili nonché contribuire alla crescita degli altri sport". In particolare, con riferimento alla Serie A, l'indagine ha messo in luce come, in merito ai compiti di ripartizione dei proventi da diritti televisivi, "le Leghe, in quanto rappresentative delle società cui devono essere applicate le stesse regole di redistribuzione delle risorse, non sono i soggetti adatti alla definizione di tali regole. All'interno delle Leghe, infatti, possono verificarsi conflitti di interessi, ad esempio in capo a società i cui rappresentanti siedono negli organi delle Leghe e che, in ragione di tali incarichi, potrebbero trovarsi nella condizione di influenzare a loro vantaggio le scelte sulla ripartizione dei proventi da diritti televisivi". Pertanto, l'Autorità ritiene che i compiti di ripartizione dovrebbero essere attribuiti ad un "soggetto terzo", o quantomeno ad un organismo indipendente che risponda alla Figc sulla falsariga della Covisoc. In tal senso, quindi, occorrerebbe stabilire che la ripartizione avvenga in modo da: destinare una parte significativa dei proventi alle finalità mutualistiche, quindi a vantaggio delle società di Serie A e B e del sistema calcio nel suo insieme. Attribuire una parte non residuale dei proventi sulla base di criteri meritocratici, prescindendo pertanto dai valori relativi al bacino d'utenza delle singole squadre che nulla hanno a che vedere con il merito sportivo. Riconoscere all'organo tecnico la facoltà di modificare le quote ripartitorie a seconda delle esigenze che nel tempo si vengano a manifestare."