De Sanctis 6 : da sicurezza, non può niente sul gol di Babiany
Maicon 6 : non impatta in una grande serata, ma è sempre e comunque pericoloso e volenteroso
Benatia 7 : un muro davanti a De Sanctis. Amauri e Cassano non ne vedono una
Castan 6.5 : pulito
Balzaretti 5 : non vede mai Babiany nel primo tempo. Nel secondo un pò meglio.
Strootman 7.5 : grande acquisto. Gioca come un veterano, come se fosse stato sempre a Roma.
De Rossi 6 : un pò lento e lezioso. Non gioca la sua migliore partità. Rallenta spesso la manovra
Pjanic 6.5 : 5 nel primo tempo dove cammino senza mai incidere. 7.5 nel secondo tempo. Tutte le azioni passano per i suoi piedi. Cambia la partità da solo. Penso che la strigliata di Rudi Garcia alla pausa gli abbia fatto bene.
Florenzi 6 : inesistente nel primo tempo. Il gol gli salva la sufficienza
Totti 6.5 : buona partita del capitano. Segna il gol del vantaggio da veterano
Llalic 5.5 : prova ad affondare nel primo tempo, ma sbatte sempre contro la difesa parmense
Gervhino 6 : inizia maluccio. Non salta mai l'uomo. Ma ha il merito di trovare il rigore ed il gol della tranquillita alla Roma
Borriello 6.5 : entra bene in partita. Molto utile
Marquinho sv
16 settembre 2013
Parma - Roma 1-3 ... adesso Er Derby
Florenzi Totti Strootman ... che bel secondo tempo. Dopo un primo tempo bruttino dove DeRossi e Pjanic camminavono in mezzo al campo, dove Llalic non ne riusciva una, dove Balzaretti non vedeva Babiany manco se si fermava, dove Florenzi non ha toccato manco una palla e dove Maicon non era in serata, abbiamo ricominciato il secondo tempo con un tutt'altro spirito. Sara che Rudi Garcia li avra strigliati durante la pausa? Ma appena palla al centro e via che Florenzi già segnava un eurogol. Poi, hanno cominciato a correre un pò tutti, sopratutto Pjanic e DDR ed é stata tutto un altra musica!!! Gervhino non è entrato subito in partita ma appena ha preso le misure, ha cominciato a saltare i parmensi come birilli. E che dire di Kevin Strootman, un vero gladiatore in mezzo al campo, benissimo anche la coppia centrale Castan & Benatia, quest'ultimo che non farà di certo rimpiangere Marquinhos. Anzi questa sera Benatia mi è sembrato il migliore Walter Samuel dei bei tempi. Un nota positiva anche per Jack Borriello che è entrato subito in maniera perfetta in partità. Ed infine un plauso al nostro unico grande CAPITANO che ha dato il la alla nostra vittoria. 3 partite 8 gol fatti, 1 subito e sopratutto 9 punti!! Ed adesso Er Derby de ROMA. Adesso dobbiamo sopratutto stare concentrati, pochi proclami e a lavorare!!! Daje ROMA daje IMPERO ROMANO
15 settembre 2013
La cessione di Lamela.. raccontata da Sabatini
(Il Tempo – A.Austini) - Così fan tutti e non hanno neppure bisogno di nascondersi. Il caso dell’offerta del Napoli a Erik Lamela è solo uno dei tanti esempi. Con una differenza: la Roma, per bocca di Walter Sabatini, lo ha denunciato, salvo poi gettare acqua sul fuoco. Ma potrebbe essere troppo tardi per evitare l’intervento della procura federale. A Stefano Palazzi e i suoi uomini, infatti, non sono sfuggite le dichiarazioni del dirigente giallorosso: dopo il weekend valuteranno se aprire o meno un fascicolo e ascoltare i protagonisti della vicenda[...]
La ricostruzione della vicenda non è poi così complessa. Tutto è iniziato a campionato ancora in corso, quando Aurelio De Laurentiis, sfruttando i suoi canali preferenziali con Unicredit , ha contattato Paolo Fiorentino, vice direttore generale della banca co-proprietaria del club di Trigoria nonché consigliere d’amministrazione della Roma (ma tifoso del Napoli…), per trattare l’acquisto di Lamela e Marquinhos. «Ho offerto alla banca 40 milioni per averli entrambi, ma lì c’è un certo Fiorentino che vuole vendermi Osvaldo a tutti i così» ha raccontato a inizio giugno De Laurentiis[...]
A questo punto entra in scena Riccardo Bigon, direttore sportivo del club di De Laurentiis, che a luglio incontra il padre di Lamela e gli mette sotto il naso un’offerta irrinunciabile. E vietata. All’insaputa della Roma, ovviamente, che viene poi informata dal procuratore Sabbag, molto legato al direttore sportivo giallorosso. «Lamela è stato aggredito da una società italiana – ha confermato Sabatini venerdì senza però citare il Napoli – che gli ha fatto una proposta faraonica: un salario di 3,5 milioni netti per 5 anni e una grossa commissione per il padre, credo di 2 milioni. Quando è successo questo, abbiamo perso il giocatore».
La testa di Lamela è cambiata, le sue richieste per rinnovare il contratto sono diventate eccessive per la Roma e il suo impegno in allenamento è scemato. Durante la tournée americana di agosto ha dato chiari segnali di insofferenza, Garcia lo ha ripreso più volte, idem Maicon nel corso dell’amichevole con il Chelsea perché non lo aiutava a coprire la fascia. Così, messo di fronte a un bivio dalla società, l’allenatore non ha avuto dubbi: se si deve cedere per forza uno tra Lamela e Pjanic, meglio il primo. Detto, fatto: l’«amico» Franco Baldini si è portato il Coco a Londra[...]
Tutti felici e contenti? No, perché, come ammesso da Sabatini, Lamela poteva essere ceduto a un prezzo più alto se la Roma si fosse decisa prima. Il Monaco aveva offerto 40 milioni, si poteva arrivare a 45 con i bonus, più del doppio di quanto era stato pagato l’argentino due anni fa: 19 milioni, commissioni comprese. La denuncia proveniente da Trigoria ha scosso il Napoli, che non è potuto però intervenire in quanto mai chiamato in causa ufficialmente. E Sabatini eri ha cercato di spegnere il caso: «Non ho fatto nessun riferimento a qualcosa di deteriore che abbia fatto Erik o la famiglia del giocatore – ha spiegato il ds a Sky – inoltre non ho mai nominato il Napoli, ma di sicuro l’entourage di Lamela è stato avvicinato da tanti club. Parlare di aggressione è stata una mia esagerazione verbale, queste cose fanno parte del nostro lavoro». Sì, così fan tutti. Anche la Roma. Ma stavolta è stata incudine.
14 settembre 2013
Lamela andava ceduto ... Sabatini ha confermato
Il giorno stesso che Lamela fu ceduto, vi aveva dato il mio parere nel mio articolo qui sotto. E Sabatina ha confermato ieri i miei commenti. Eccovi parte dell'intervista :
"Mai abbiamo pensato all'inizio di voler cedere Lamela, poi nel tempo, intervenuti fattori nuovi che non dipendevano da noi, abbiamo preso in considerazione questa eventualità, di certo non a cuor leggero perché cedere Lamela ci ha portato a una situazione di sofferenza ampiamente condivisa in società. Nel momento in cui abbiamo preso questa decisione era la decisione da prendere, perché era cambiato lo scenario intorno a lui, anche a causa di un intervento esterno di un'altra società che gli ha fatto un'offerta ragguardevole che non avremmo voluto e potuto pareggiare. Non potevamo non tenere presente lo stato d'animo del giocatore, sarebbe stato difficile rinegoziare un contratto a quelle condizioni. È stato un fattore nuovo, imprevisto, che si è concretizzato in un certo momento e che ha cambiato non la testa di Lamela ma i desideri di un gruppo di persone intorno a lui. Piuttosto che fare una battaglia, abbiamo deciso di accettare un'offerta. Mesi prima avremmo venduto il calciatore a una cifra maggiore. È stata una scelta"
Impero Romano
01 settembre 2013
Lamela al Tottenham ... cosa ne pensate?
Erano da 2 anni che non scrivevo più sul mio blog. Il mio ultimo articolo annunciava l'arrivo di Lamela. Perciò, con la partenza di Lamela quale migliore motivo di ricominciare a alimentare questo mio blog?
Vabbene, ritorniamo a noi, la partenza di Lamela al di fronte di 30Mio + 5Mio di bonus, cosa ne pensate?
Il mio parere è il seguente : penso che hanno fatto bene. Mi spiego, Lamela è un gran bel giocatore, pero non è incisivo. Pensavo la stessa cosa di Menez, grande giocatore, molto elegante, nel 1 contro 1 sapeva essere devastante, pero non incisivo. Percio, penso che Sabatini abbia fatto bene. Anzi direi benissimo. Vi ricordo che con i vari Lamela, Osvaldo, Marquinhos, Stek, Taxi, non siamo riusciti per ben 2 anni a qualificarci per le coppe europee, perciò, benvengano i Mio che ha racimolato Sabatini. Non dobbiamo più pensare che questi mercenari fanno calcio per i colori della maglia, il calcio è diventato un business, bisogna che sia gestita come una azienda. Chiaramente mi piaceva più il calcio di 30 anni fa, con il mitico storico presidente Viola. Pero, i tempi sono cambiati e dobbiamo adattarci. I vari Totti, Maldini e Del Piero, non ce ne saranno più. Non dobbiamo più identificarci a dei giocatori, non dobbiamo più tifare per tizio e caio, dobbiamo tifare solo per la MAGLIA GIALLOROSSA!!!
Un ultima cosa, se avessimo tenuto Lamela, quest'ultimo avrebbe fatto schifo e avrebbe pensato solamente ai 4Mio all'anno che avrebbe percepito dagli Spurs con meno della metà a Roma. Non avrebbe rinnovato con noi e sarebbe partito a parametro zero. Perciò, benvengano i 35MIO del Tottenham. Eccovi il mio pensiero, sono curioso di sapere il vostro.
ROMA UNICO GRANDE IMPERO
06 luglio 2011
Lamela: domani l'ufficialità
Domani sarà il giorno giusto per il primo acquisto? Stekelenburg è da una settimana che ogni giorno sara il giorno giusto per il suo acquisto, pero fino ad oggi è ancora un giocatore del Ajax. Come per Bojan, Angel Valdes, Nego, ... . L'unica certezza è che le cose non avanzano. Ok, siamo solo nella prima settimana di calciomercato e tutti sappiamo che il mercato entra nel suo vivo a fine agosto, pero pensavo che con la nuova proprietà qualche colpo di benvenuto l'avremmo messo a segno.
Noi meritiamo di più. Daje Roma Daje.
Noi meritiamo di più. Daje Roma Daje.
10 marzo 2011
AS ROMA a Di Benedetto, il titolo vola in Borsa +8%
Ci siamo, la ROMA passa tra le mani di Di Benedetto.
Quali sono le vostre prime reazzioni?
Quali sono le vostre prime reazzioni?
06 marzo 2011
Gli americani... Di Benedetto & Co
La prossima settimana Thomas DiBenedetto sarà a Roma. Il magnate americano ha preso la decisione qualche giorno fa e l’ha comunicata ai suoi più stretti collaboratori nelle ultime ore.
Salvo imprevisti (che quando si parla di alta finanza possono comunque essere all’ordine del giorno), mister Di Benedetto sbarcherà a Fiumicino all’inizio della prossima settimana, con ogni probabilità martedì o al massimo mercoledì. Incontrerà i vertici di Unicredit e non è escluso che domenica possa essere allo stadio per assistere al derby. Non da presidente. Non ancora, almeno. Visto che la trattativa si concluderà intorno al 17 marzo, giorno previsto per la scadenza della trattativa in esclusiva. Anche in questo caso, secondo qualcuno potrebbe esserci una proroga, ma si tratterebbe solo di un rinvio tecnico, a volte necessario quando si è alle prese con contratti così importanti e trattative così delicate.
Nelle prossime due settimane, quindi, verrà definitivamente messo nero su bianco il futuro della Roma. Perlomeno si inizierà a farlo, visto che poi DiBenedetto dovrà occuparsi, insieme ai suoi soci, a Unicredit e Montali, di tutto l’assetto della società. Bisognerà stabilire gli altri ruoli dirigenziali, prendere delle decisioni a livello tecnico, dare a squadra e tifosi quel senso di sicurezza e stabilità che sono venuti meno negli ultimi tempi. Non si sa, poi, se DiBenedetto incontrerà i giocatori e l’allenatore, ma è probabile che questo succederà solo quando la sua era inizierà ufficialmente. Nelle prossime settimane, bisognerà scegliere, oltre a Montali che diventerà ufficialmente direttore generale, due dirigenti di alto profilo che si occuperanno dell’area sportiva e di quella finanziaria. Di fatto, quello che già succede nei grandi club presi come riferimento da DiBenedetto e soci. Su tutti, Manchester United e Barcellona. Poi bisognerà scegliere l’allenatore: il sogno (e obiettivo numero 1) è Ancelotti, ma se l’affare non dovesse concretizzarsi non è detto che Vincenzo Montella parta battuto in partenza. A molti, dentro e fuori Trigoria, è piaciuto l’atteggiamento e la partecipazione con cui si è accostato alla squadra, ma per lui parleranno i risultati. Se dovesse superare il turno con lo Shakhtar, andare avanti in Champions e conquistare, soprattutto, la partecipazione a quella del prossimo anno, sarebbe già a buon punto. Infine, DiBenedetto e i suoi collaboratori dovranno occuparsi dei rinnovi contrattuali di alcuni giocatori importanti della rosa romanista. Su tutti, quello di Daniele De Rossi (scadenza 2012). Appetito dai più grandi club europei, il centrocampista è (sarà) uno dei punti fermi della new Roma, ma questo dovrà essere messo nero su bianco. Al più presto. Sempre nel 2012 scade il contratto di Menez, ma una sua permanenza nella Capitale non è sicura. Stesso discorso vale per Mirko Vucinic, anche se lui ha il contratto fino al 2013. Capitolo Mexes: le speranze di trattenerlo sono poche, ma non è escluso che gli americani facciano comunque un tentativo.
Salvo imprevisti (che quando si parla di alta finanza possono comunque essere all’ordine del giorno), mister Di Benedetto sbarcherà a Fiumicino all’inizio della prossima settimana, con ogni probabilità martedì o al massimo mercoledì. Incontrerà i vertici di Unicredit e non è escluso che domenica possa essere allo stadio per assistere al derby. Non da presidente. Non ancora, almeno. Visto che la trattativa si concluderà intorno al 17 marzo, giorno previsto per la scadenza della trattativa in esclusiva. Anche in questo caso, secondo qualcuno potrebbe esserci una proroga, ma si tratterebbe solo di un rinvio tecnico, a volte necessario quando si è alle prese con contratti così importanti e trattative così delicate.
Nelle prossime due settimane, quindi, verrà definitivamente messo nero su bianco il futuro della Roma. Perlomeno si inizierà a farlo, visto che poi DiBenedetto dovrà occuparsi, insieme ai suoi soci, a Unicredit e Montali, di tutto l’assetto della società. Bisognerà stabilire gli altri ruoli dirigenziali, prendere delle decisioni a livello tecnico, dare a squadra e tifosi quel senso di sicurezza e stabilità che sono venuti meno negli ultimi tempi. Non si sa, poi, se DiBenedetto incontrerà i giocatori e l’allenatore, ma è probabile che questo succederà solo quando la sua era inizierà ufficialmente. Nelle prossime settimane, bisognerà scegliere, oltre a Montali che diventerà ufficialmente direttore generale, due dirigenti di alto profilo che si occuperanno dell’area sportiva e di quella finanziaria. Di fatto, quello che già succede nei grandi club presi come riferimento da DiBenedetto e soci. Su tutti, Manchester United e Barcellona. Poi bisognerà scegliere l’allenatore: il sogno (e obiettivo numero 1) è Ancelotti, ma se l’affare non dovesse concretizzarsi non è detto che Vincenzo Montella parta battuto in partenza. A molti, dentro e fuori Trigoria, è piaciuto l’atteggiamento e la partecipazione con cui si è accostato alla squadra, ma per lui parleranno i risultati. Se dovesse superare il turno con lo Shakhtar, andare avanti in Champions e conquistare, soprattutto, la partecipazione a quella del prossimo anno, sarebbe già a buon punto. Infine, DiBenedetto e i suoi collaboratori dovranno occuparsi dei rinnovi contrattuali di alcuni giocatori importanti della rosa romanista. Su tutti, quello di Daniele De Rossi (scadenza 2012). Appetito dai più grandi club europei, il centrocampista è (sarà) uno dei punti fermi della new Roma, ma questo dovrà essere messo nero su bianco. Al più presto. Sempre nel 2012 scade il contratto di Menez, ma una sua permanenza nella Capitale non è sicura. Stesso discorso vale per Mirko Vucinic, anche se lui ha il contratto fino al 2013. Capitolo Mexes: le speranze di trattenerlo sono poche, ma non è escluso che gli americani facciano comunque un tentativo.
12 febbraio 2011
Cessione Roma: ecco come è nato l’impero dei Falcone
Dal Corriere dello Sport:
Massachusetts-Florida, il legame è molto stretto. Non solo perchè Thomas DiBenedetto ha casa a Fort Myers, perchè lì è nato il figlio Tom jr. e perchè i Red Sox (club del quale possiede una quota attraverso la New England Sports Ventures) svolgono la preseason nella città che si affaccia sul Golfo del Messico. Shunshine State, la Florida, lo stato dove splende il sole, è infatti anche la base dei fratelli Falcone, cioè Arthur, Edward e Robert, soci di DiBenedetto nella corsa verso la Roma. La sede principale delle attività dei Falcone si trova a Boca Raton, 75 chilometri a nord di Miami e negli stessi uffici ci sono la Falcone Group e la Americrest che però rappresentano solo la punta di un iceberg composto da diverse società, la maggior parte delle quali impegnate nel settore immobiliare (inteso nel senso più globale del termine, vale a dire costruzioni, vendite e affitti) e tra le altre c’è ne una anche a Miami, la Prestige Builders Partner. Sempre a Miami, Edward Falcone aveva lanciato anche un grande progetto per il recupero di una zona del downtown della città, il centro, che ancora però, per diversi problemi, non è stato realizzato.
QUASI UN MILIARDO DI DOLLARI – I Falcone provengono da una famiglia di emigranti italiani e la loro attività è iniziata a New York. Arthur, che è il presidente del gruppo, ha cominciato investendo in fast food, hotel e centri di benessere, gli health club. Quando aveva 22 anni, all’inizio degli anni Ottanta, è stato il più giovane imprenditore di un McDonald‘s in franchising e qualche tempo dopo, tra New York, Florida e California era diventato un piccolo re del fast food, con 100 punti vendita tra McDonald’s, Wendy’s e altri marchi. Nel 1986 si è messo in società con i fratelli, Edward e Robert, per entrare attivamente nel settore delle costruzioni edilizie: passati vent’anni i Falcone nel 2005 hanno venduto la loro società, la Transeastern, alla Technical Olympic USA, una delle transazioni tra privati più importanti e onerose nella storia dell’edilizia americana: prezzo di vendita 857 milioni di dollari.
RECORD A PALM BEACH - Ma nell’ottobre 2005 la famiglia Falcone, grazie a Edward, 58 anni, è salita agli onori della cronaca mondana per l’acquisto di una villa a Palm Beach. Una reggia nella super esclusiva South Lake Trail che vale la pena di visitare, virtualmente è chiaro, in qualche dettaglio: innanzitutto le dimensioni, quasi 1.200 metri quadrati per cinque camere da letto, sei bagni e non si sa quante altre sale. Comunque per quella villa Edward Falcone sborsò 28,75 milioni di dollari, all’epoca il prezzo più alto mai pagato per un proprietà residenziale fronte- lago a Palm Beach, città che, è bene ricordarlo, è piena di milionari e miliardari. Non contento Mr. Edward Falcone l’anno dopo ha acquistato un’altra villa, nella vicinissima Antigua Lane, con porticciolo per l’attracco delle barche, ma per un prezzo molto inferiore, appena (si fa per dire) 13 milioni di dollari, quando il precedente proprietario, nel 1993, l’aveva pagata 4 milioni.
SONO DEI TYCOON - I Falcone, Arthur e Edward in modo particolare, sono definiti dei “real estate tycoon”, che tradotto significa magnati del settore immobiliare ed entrambi hanno anche una fondazione che si dedica, come è costume dei ricchi americani, alle opere caritatevoli.
Case, beneficenza e adesso anche la Roma per una famiglia che, come DiBenedetto, è targata “Italia”, almeno nelle origini e che ora, dopo aver fatto molta fortuna negli USA, è pronta a ripercorrere la strada dei loro genitori, tragitto inverso però e questa volta con le tasche piene di dollari.
Massachusetts-Florida, il legame è molto stretto. Non solo perchè Thomas DiBenedetto ha casa a Fort Myers, perchè lì è nato il figlio Tom jr. e perchè i Red Sox (club del quale possiede una quota attraverso la New England Sports Ventures) svolgono la preseason nella città che si affaccia sul Golfo del Messico. Shunshine State, la Florida, lo stato dove splende il sole, è infatti anche la base dei fratelli Falcone, cioè Arthur, Edward e Robert, soci di DiBenedetto nella corsa verso la Roma. La sede principale delle attività dei Falcone si trova a Boca Raton, 75 chilometri a nord di Miami e negli stessi uffici ci sono la Falcone Group e la Americrest che però rappresentano solo la punta di un iceberg composto da diverse società, la maggior parte delle quali impegnate nel settore immobiliare (inteso nel senso più globale del termine, vale a dire costruzioni, vendite e affitti) e tra le altre c’è ne una anche a Miami, la Prestige Builders Partner. Sempre a Miami, Edward Falcone aveva lanciato anche un grande progetto per il recupero di una zona del downtown della città, il centro, che ancora però, per diversi problemi, non è stato realizzato.
QUASI UN MILIARDO DI DOLLARI – I Falcone provengono da una famiglia di emigranti italiani e la loro attività è iniziata a New York. Arthur, che è il presidente del gruppo, ha cominciato investendo in fast food, hotel e centri di benessere, gli health club. Quando aveva 22 anni, all’inizio degli anni Ottanta, è stato il più giovane imprenditore di un McDonald‘s in franchising e qualche tempo dopo, tra New York, Florida e California era diventato un piccolo re del fast food, con 100 punti vendita tra McDonald’s, Wendy’s e altri marchi. Nel 1986 si è messo in società con i fratelli, Edward e Robert, per entrare attivamente nel settore delle costruzioni edilizie: passati vent’anni i Falcone nel 2005 hanno venduto la loro società, la Transeastern, alla Technical Olympic USA, una delle transazioni tra privati più importanti e onerose nella storia dell’edilizia americana: prezzo di vendita 857 milioni di dollari.
RECORD A PALM BEACH - Ma nell’ottobre 2005 la famiglia Falcone, grazie a Edward, 58 anni, è salita agli onori della cronaca mondana per l’acquisto di una villa a Palm Beach. Una reggia nella super esclusiva South Lake Trail che vale la pena di visitare, virtualmente è chiaro, in qualche dettaglio: innanzitutto le dimensioni, quasi 1.200 metri quadrati per cinque camere da letto, sei bagni e non si sa quante altre sale. Comunque per quella villa Edward Falcone sborsò 28,75 milioni di dollari, all’epoca il prezzo più alto mai pagato per un proprietà residenziale fronte- lago a Palm Beach, città che, è bene ricordarlo, è piena di milionari e miliardari. Non contento Mr. Edward Falcone l’anno dopo ha acquistato un’altra villa, nella vicinissima Antigua Lane, con porticciolo per l’attracco delle barche, ma per un prezzo molto inferiore, appena (si fa per dire) 13 milioni di dollari, quando il precedente proprietario, nel 1993, l’aveva pagata 4 milioni.
SONO DEI TYCOON - I Falcone, Arthur e Edward in modo particolare, sono definiti dei “real estate tycoon”, che tradotto significa magnati del settore immobiliare ed entrambi hanno anche una fondazione che si dedica, come è costume dei ricchi americani, alle opere caritatevoli.
Case, beneficenza e adesso anche la Roma per una famiglia che, come DiBenedetto, è targata “Italia”, almeno nelle origini e che ora, dopo aver fatto molta fortuna negli USA, è pronta a ripercorrere la strada dei loro genitori, tragitto inverso però e questa volta con le tasche piene di dollari.
Cessione Roma: dagli USA arrivano le integrazioni
Dal Romanista:
Non c’era un ultimatum, una deadline, una data di scadenza. Per l’ok alla trattativa in esclusiva con gli americani, il termine fatto circolare nei giorni scorsi – ieri – era puramente indicativo. Comunque, sono arrivate dopo le 22 le integrazioni richieste da Unicredit e Roma 2000 alla Di Benedetto As Roma LLC, la società creata ad hoc per l’operazione. Lunedì potrebbe essere il giorno giusto per il via libera alla trattativa. Il condizionale è d’obbligo, perché il Cda di Roma 2000 non è stato ancora convocato. Saranno i suoi membri, il presidente Attilio Zimatore, Rosella Sensi e Antonio Muto, responsabile per il centrosud di Unicredit Corporate Banking, a dover prendere in esame le integrazioni. Che la banca sia ottimista, o comunque molto tranquilla, lo dimostra un atto che di per sé, apparentemente, dice poco. Ieri, infatti, l´assemblea degli azionisti di Compagnia Italpetroli ha approvato la costituzione di Newco Roma. Immediatamente dopo, è stata avviata la proceduta notarile per la scissione della stessa dalla holding dei Sensi. È in ce, questo, che Unicredit si aspetta nel breve termine l’happy end, il lieto fine della vendita del club. La neonata società sarà infatti titolare del ramo entertainment dell´As Roma. Newco erediterà le quote di controllo da Roma 2000. Tradotto: la proposta di acquisto per l’As Roma dovrà avere ad oggetto Newco. Entro un paio di mesi, la procedura di scissione di Newco da Italpetroli dovrebbe essere completata. I tempi dovrebbero coincidere con quelli della possibile vendita del club agli americani. E non è un caso. Si continua a parlare molto in città del progetto a stelle e strisce. L´idea degli americani è di universalizzare il marchio As Roma. Cambieranno parecchie cose, dentro a fuori Trigoria. Saranno aperti dei Roma point anche al di fuori del Grande Raccordo Anulare, sarà rinnovata la veste grafica del sito internet (la futura versione dovrebbe essere tradotta, si dice, in una decina di lingue), ma soprattutto dovrebbe essere risolto il contratto che lega l’As Roma a Kappa. Gli americani sanno di dover andare incontro a una pesante penale, ma intendono tirare diritto. La società avrà uno sponsor tecnico nuovo. Il nome più gettonato, quello che viene dato quasi per certo, è Nike. Per riuscire a vendere il brand giallorosso ovunque, però, il consorzio USA ha bisogno di una squadra competitiva. Ecco perché DiBenedetto & Co. non hanno alcuna intenzione di cedere i gioielli. I pezzi pregiati della rosa. Anzi, l´obiettivo è quello di rafforzare un organico che già adesso è in grado di giocarsela con chiunque. Si parla di una cifra compresa tra i 40 e gli 80 milioni di euro per la campagna acquisti. È una forbice ampia, potrebbe obiettare qualcuno. Il fatto è che molto dipenderà anche dall´esito di questa stagione.
Non c’era un ultimatum, una deadline, una data di scadenza. Per l’ok alla trattativa in esclusiva con gli americani, il termine fatto circolare nei giorni scorsi – ieri – era puramente indicativo. Comunque, sono arrivate dopo le 22 le integrazioni richieste da Unicredit e Roma 2000 alla Di Benedetto As Roma LLC, la società creata ad hoc per l’operazione. Lunedì potrebbe essere il giorno giusto per il via libera alla trattativa. Il condizionale è d’obbligo, perché il Cda di Roma 2000 non è stato ancora convocato. Saranno i suoi membri, il presidente Attilio Zimatore, Rosella Sensi e Antonio Muto, responsabile per il centrosud di Unicredit Corporate Banking, a dover prendere in esame le integrazioni. Che la banca sia ottimista, o comunque molto tranquilla, lo dimostra un atto che di per sé, apparentemente, dice poco. Ieri, infatti, l´assemblea degli azionisti di Compagnia Italpetroli ha approvato la costituzione di Newco Roma. Immediatamente dopo, è stata avviata la proceduta notarile per la scissione della stessa dalla holding dei Sensi. È in ce, questo, che Unicredit si aspetta nel breve termine l’happy end, il lieto fine della vendita del club. La neonata società sarà infatti titolare del ramo entertainment dell´As Roma. Newco erediterà le quote di controllo da Roma 2000. Tradotto: la proposta di acquisto per l’As Roma dovrà avere ad oggetto Newco. Entro un paio di mesi, la procedura di scissione di Newco da Italpetroli dovrebbe essere completata. I tempi dovrebbero coincidere con quelli della possibile vendita del club agli americani. E non è un caso. Si continua a parlare molto in città del progetto a stelle e strisce. L´idea degli americani è di universalizzare il marchio As Roma. Cambieranno parecchie cose, dentro a fuori Trigoria. Saranno aperti dei Roma point anche al di fuori del Grande Raccordo Anulare, sarà rinnovata la veste grafica del sito internet (la futura versione dovrebbe essere tradotta, si dice, in una decina di lingue), ma soprattutto dovrebbe essere risolto il contratto che lega l’As Roma a Kappa. Gli americani sanno di dover andare incontro a una pesante penale, ma intendono tirare diritto. La società avrà uno sponsor tecnico nuovo. Il nome più gettonato, quello che viene dato quasi per certo, è Nike. Per riuscire a vendere il brand giallorosso ovunque, però, il consorzio USA ha bisogno di una squadra competitiva. Ecco perché DiBenedetto & Co. non hanno alcuna intenzione di cedere i gioielli. I pezzi pregiati della rosa. Anzi, l´obiettivo è quello di rafforzare un organico che già adesso è in grado di giocarsela con chiunque. Si parla di una cifra compresa tra i 40 e gli 80 milioni di euro per la campagna acquisti. È una forbice ampia, potrebbe obiettare qualcuno. Il fatto è che molto dipenderà anche dall´esito di questa stagione.
27 novembre 2010
Il fondo Arabo sembra il più accreditato all'acquisto della Roma
Ieri sera durante la trasmissione televisiva “Roma Risponde”, in onda su Ies Tv e condotta da Patrick Vom Bruck e Carlo Zampa è intervenuto Marcel Vulpis, giornalista e direttore di Sport Economy.
La cessione della Roma continua a tenere banco, come finirà la trattativa?
Tenendo conto delle offerte posso dire che il fondo Arabo sembra il più accreditato all’acquisizione della Roma. Sicuramente guadando i bilanci, gli investimenti e la liquidità nessun’altro possibile acquirente può reggere il confronto con Aabar, a meno che non esca fuori un fondo governativo oppure il fondo statunitense Vinco. Per quanto concerne Angelucci invece, secondo me è inutile parlarne perché non c’è storia. Aggiungo infine che voci di corridoio danno in corsa per l’acquisto della società giallorossa anche il presidente dei Boston Celtics, Rich Gotham.
Cosa può bloccare la trattativa?
Cosa può bloccare la trattativa non lo so, ma posso dire con certezza che gli Arabi sono nella Short List presentata. L’unico intoppo potrebbe essere quello riguardante il fatto che l’elenco dei compratori presenti nella lista non verrà mai ufficializzato e reso noto. Sfruttando questa cosa gli Arabi potrebbero usare ciò come un alibi, dicendo di non essere mai stati inseriti nella Short List, cosa che sappiamo non essere vera.
Chi può avere interesse nel bloccare la trattativa?
Posso dire che il nostro paese fa schifo e non ha mai accettato un investitore straniero a meno che questo non sia molto forte e venga per aiutare. Fondamentalmente il nostro è un mercato di nani.
Ultima: da quello che sai la Newco Roma è stata formata?
A me non risulta anche se questa era stata delegata per occuparsi dell’acquisizione della Roma. La riservatezza di tutte le parti, soprattutto ad opera di Rothschild, rimane il problema e l’ostacolo principale da superare per arrivare alla fine di questa estenuante trattativa.
La cessione della Roma continua a tenere banco, come finirà la trattativa?
Tenendo conto delle offerte posso dire che il fondo Arabo sembra il più accreditato all’acquisizione della Roma. Sicuramente guadando i bilanci, gli investimenti e la liquidità nessun’altro possibile acquirente può reggere il confronto con Aabar, a meno che non esca fuori un fondo governativo oppure il fondo statunitense Vinco. Per quanto concerne Angelucci invece, secondo me è inutile parlarne perché non c’è storia. Aggiungo infine che voci di corridoio danno in corsa per l’acquisto della società giallorossa anche il presidente dei Boston Celtics, Rich Gotham.
Cosa può bloccare la trattativa?
Cosa può bloccare la trattativa non lo so, ma posso dire con certezza che gli Arabi sono nella Short List presentata. L’unico intoppo potrebbe essere quello riguardante il fatto che l’elenco dei compratori presenti nella lista non verrà mai ufficializzato e reso noto. Sfruttando questa cosa gli Arabi potrebbero usare ciò come un alibi, dicendo di non essere mai stati inseriti nella Short List, cosa che sappiamo non essere vera.
Chi può avere interesse nel bloccare la trattativa?
Posso dire che il nostro paese fa schifo e non ha mai accettato un investitore straniero a meno che questo non sia molto forte e venga per aiutare. Fondamentalmente il nostro è un mercato di nani.
Ultima: da quello che sai la Newco Roma è stata formata?
A me non risulta anche se questa era stata delegata per occuparsi dell’acquisizione della Roma. La riservatezza di tutte le parti, soprattutto ad opera di Rothschild, rimane il problema e l’ostacolo principale da superare per arrivare alla fine di questa estenuante trattativa.
24 novembre 2010
Le pagelle di Roma-Bayern Monaco. Menez, Borriello e Totti: la scintilla, l’esplosione e la conquista
Le pagelle di Roma-Bayern Monaco:
Julio Sergio 6: La girata di Gomez è lenta, ma velenosissima. Il brasiliano non riesce nel guizzo. Anche sul raddoppio può fare poco.
Cassetti 6: Fino al momento del vantaggio del Bayern si era fatto apprezzare per un paio di chiusure preziose. Una volta subita la beffa è costretto ad aggredire l’out di sua competenza. La costanza dei tedeschi, però, non gli permette di spingere troppo. Così torna ad alzare la guardia, con apprezzabili risultati.
Mexes 5,5: Ingaggia il duello con il terminale tedesco. Il giallo è testimonianza della necessità di ricorrere alle maniere dure. Si fa tagliare fuori dalle azioni che portano ai gol. Ma non è certo l’unico responsabile.
Burdisso 5,5: La difesa gli sfugge di mano. Va in barca assieme ai suoi colleghi, a tratti sembra in balia degli avversari. Le smorfie dell’argentino rivelano ancora una volta che non ci sta ad abbassare la testa. Anche se la sua rabbia, questa volta, non si traduce in energia postitiva.
Riise 6: Per ottanta minuti gira male, il norvegese. Impalpabile quando c’è da spingere, inconsistente quando c’è da contenere. Poi la sgroppata e il traversone che valgono il pari. Così, una notte da cancellare, si trasforma in un ricordo da immortalare.
Brighi 6: Dei centrocampisti è quello che si prodiga di più in fase di contrasto. I rimpalli non lo premiano, la spinta degli avversari lo costringe costantemente sulle sue. Dal 30′ st Totti 7,5: L’allenatore si aggrappa al Capitano per l’arrembaggio finale. L’impatto del “10″ è devastante. Lancia Borriello alla conquista del rigore, che poi trasforma con la freddezza del campione. Lo Stadio è ai suoi piedi. A questo punto, Ranieri anche.
De Rossi 7: L’infortunio patito con la Nazionale vale come attenuante per una prestazione a lunghi tratti poco brillante. Viene coinvolto in maniera del tutto fortuita nel raddoppio dei bavaresi. Di rado riesce ad arginare la manovra organizzata da Van Gaal. Eppure è decisivo.
Greco 5: Un bolide dalla distanza cancella il pessimo avvio. Poi torna ad annaspare, fino alla prima bocciatura di Ranieri, che lo lascia negli spogliatoi dopo l’intervallo. Dal 1′ st Simplicio 6,5: Da’ verve al centrocampo. Si riversa davanti, disturba gli avversari. E partecipa meritatamente alla festa.
Menez 7,5: Come dare torto a chi ha pensato al “solito” Menez, quando il francese ha regalato al Bayern il gol del raddoppio. Come contraddire chi sostiene che le scintille della Roma dipendano dai suoi piedi.
Borriello 8: Se Menez è la luce, Marco è l’esplosione. Viene voglia di spolverare paragoni con illustri predecessori. Forse è più giusto iniziare a dire che anche oggi ha giocato da Borriello.
Vucinic 6: Molte accelerazioni si perdono nel nulla. Come le conclusioni, che risultano timide telefonate per l’estremo tedesco. Non è incisivo, d’accordo. Ma sulla sinistra rappresenta una minaccia costante. Dal 37′ Pizarro sv.
All. Ranieri 7: Il voto è condizionato dall’impresa che compiono i giocatori in campo. A scuola di Van Gaal per un tempo, esce vincitore grazie alle giocate dei suoi campioni. Se la Roma fatica a mettere uomini davanti al portiere avversario, il tecnico ha evidentemente delle responsabilità. Chi legge il calcio con i meri numeri, però, ha il diritto di osannarlo.
Julio Sergio 6: La girata di Gomez è lenta, ma velenosissima. Il brasiliano non riesce nel guizzo. Anche sul raddoppio può fare poco.
Cassetti 6: Fino al momento del vantaggio del Bayern si era fatto apprezzare per un paio di chiusure preziose. Una volta subita la beffa è costretto ad aggredire l’out di sua competenza. La costanza dei tedeschi, però, non gli permette di spingere troppo. Così torna ad alzare la guardia, con apprezzabili risultati.
Mexes 5,5: Ingaggia il duello con il terminale tedesco. Il giallo è testimonianza della necessità di ricorrere alle maniere dure. Si fa tagliare fuori dalle azioni che portano ai gol. Ma non è certo l’unico responsabile.
Burdisso 5,5: La difesa gli sfugge di mano. Va in barca assieme ai suoi colleghi, a tratti sembra in balia degli avversari. Le smorfie dell’argentino rivelano ancora una volta che non ci sta ad abbassare la testa. Anche se la sua rabbia, questa volta, non si traduce in energia postitiva.
Riise 6: Per ottanta minuti gira male, il norvegese. Impalpabile quando c’è da spingere, inconsistente quando c’è da contenere. Poi la sgroppata e il traversone che valgono il pari. Così, una notte da cancellare, si trasforma in un ricordo da immortalare.
Brighi 6: Dei centrocampisti è quello che si prodiga di più in fase di contrasto. I rimpalli non lo premiano, la spinta degli avversari lo costringe costantemente sulle sue. Dal 30′ st Totti 7,5: L’allenatore si aggrappa al Capitano per l’arrembaggio finale. L’impatto del “10″ è devastante. Lancia Borriello alla conquista del rigore, che poi trasforma con la freddezza del campione. Lo Stadio è ai suoi piedi. A questo punto, Ranieri anche.
De Rossi 7: L’infortunio patito con la Nazionale vale come attenuante per una prestazione a lunghi tratti poco brillante. Viene coinvolto in maniera del tutto fortuita nel raddoppio dei bavaresi. Di rado riesce ad arginare la manovra organizzata da Van Gaal. Eppure è decisivo.
Greco 5: Un bolide dalla distanza cancella il pessimo avvio. Poi torna ad annaspare, fino alla prima bocciatura di Ranieri, che lo lascia negli spogliatoi dopo l’intervallo. Dal 1′ st Simplicio 6,5: Da’ verve al centrocampo. Si riversa davanti, disturba gli avversari. E partecipa meritatamente alla festa.
Menez 7,5: Come dare torto a chi ha pensato al “solito” Menez, quando il francese ha regalato al Bayern il gol del raddoppio. Come contraddire chi sostiene che le scintille della Roma dipendano dai suoi piedi.
Borriello 8: Se Menez è la luce, Marco è l’esplosione. Viene voglia di spolverare paragoni con illustri predecessori. Forse è più giusto iniziare a dire che anche oggi ha giocato da Borriello.
Vucinic 6: Molte accelerazioni si perdono nel nulla. Come le conclusioni, che risultano timide telefonate per l’estremo tedesco. Non è incisivo, d’accordo. Ma sulla sinistra rappresenta una minaccia costante. Dal 37′ Pizarro sv.
All. Ranieri 7: Il voto è condizionato dall’impresa che compiono i giocatori in campo. A scuola di Van Gaal per un tempo, esce vincitore grazie alle giocate dei suoi campioni. Se la Roma fatica a mettere uomini davanti al portiere avversario, il tecnico ha evidentemente delle responsabilità. Chi legge il calcio con i meri numeri, però, ha il diritto di osannarlo.
22 novembre 2010
Roma - Bayern Monaco 23 novembre 2010
Domani sera si gioca di nuovo. Questa partità è molta importante per noi in vista della qualificazione al secondo turno di champions. A dire il vero ci potrebbe andare anche bene un pareggio. Pero, per mettere tutte le chance dalla nostra parta, sarebbe meglio vincere. Ci darebbe continuità ma sopratutto la consapevolezza di essere di nuovo forti.
IMPERO ROMANO
IMPERO ROMANO
21 novembre 2010
“Abaar il miglior candidato per l’acquisto della Roma”
Oggi c’è la possibilità di rendere Roma una delle piazze più importanti del calcio italiano ed europeo, facendo della As Roma il primo club italiano ad avere una proprietà straniera. E non una “qualsiasi” proprietà, ma una delle più ricche e liquide nel panorama mondiale. Di fronte ad una eventuale offerta del fondo sovrano Aabar per l’acquisto della As Roma, l’attuale proprietà del club, dovrebbe velocemente dare il suo benestare perchè niente di meglio ci si poteva aspettare all’inizio di questa delicate fase di contrattazioni.
Stiamo parlando di un fondo sovrano che detiene molteplici interessi anche nel mondo dello sport e che investirebbe ingenti capitali nel club, nella costruzione del nuovo stadio ed in una serie di attività collaterali che porterebbero crescita economica ed occupazionale in tutta la città e nel Lazio.
Roma potrebbe diventare il centro del calcio europeo per i prossimi decenni, e l’entusiasmo dei tifosi giallorossi siamo certi riserverebbe note positive anche per l’attuale proprietà che verrebbe ricordata come quella che ha reso grande la Roma.
In questa delicatissima fase di trattative, nessuno può permettersi di ostacolare un’operazione di finanza di tale portata e come Sporteconomy, chiediamo ufficialmente ad Unicredit, nella sua qualità di azionista del club giallorosso di valutare l’importanza di questa scelta qualora davvero il fondo sovrano AABAR presentasse un’offerta per l’acquisto del club.
20 novembre 2010
VOGLIAMO IL RINNOVO DI JEREMY SUBITO!!!
Questa sera Menez è stato davvero strepitoso. Non facciamo il solito errore, facciamoli firmare subito il rinnovo del contratto per i prossimi 5 anni. FENOMENEZZZ
Questa sera, la marcia in più della Roma si chiama Jeremy Menez. Il francesino spezza la noia e restituisce incanto agli occhi dei tifosi. La serpentina con cui si costruisce il vantaggio è un’opera d’arte. Ma la sua partita, questa volta, non si esaurisce con guizzo. Perché per un’ora, il tempo che Ranieri gli concede, le redini della squadra sono nei suoi piedi. Stasera non è solo fuoriclasse. Stasera è un campione.
Questa sera, la marcia in più della Roma si chiama Jeremy Menez. Il francesino spezza la noia e restituisce incanto agli occhi dei tifosi. La serpentina con cui si costruisce il vantaggio è un’opera d’arte. Ma la sua partita, questa volta, non si esaurisce con guizzo. Perché per un’ora, il tempo che Ranieri gli concede, le redini della squadra sono nei suoi piedi. Stasera non è solo fuoriclasse. Stasera è un campione.
Pagelle: Strepitoso Menez, ancora un gol per Borriello, bene anche Greco
Julio Sergio 6.5: l'Udinese si rende pericolosa più di una volta ma il portiere brasiliano si fa sempre trovare pronto.
Cassetti 6.5: dalle sue parti agisce Armero ma l'ex terzino del Lecce è bravo a chiudergli gli spazi.
Burdisso 6: insieme a Juan regge la difesa romanista fino all'espulsione per una semplice spinta ad un avversario, a gioco fermo.
Juan 6.5: giornata impegnativa per il brasiliano. Sospetto il suo intervento su Floro Flores, all'8'st, con l'attaccante ospite che reclama il rigore. Sbroglia alcune situazioni molto complicate.
Castellini 6: gioca al posto di Riise, dalle sue parti agisce Di Natale con l'ex terzino del Parma che talvolta è andato in difficoltà.
Brighi 6.5: gioca davanti alla difesa, al posto di De Rossi, giocando una partita di quantità
Simplicio 6.5: cresce di partita in partita, nonostante quello di interno di centrocampo non sia il suo ruolo naturale.
Greco 6.5: ormai non si può più parlare di sorpresa, la Roma ha sicuramente trovato un uomo in più a centrocampo, un uomo valido che si sta integrando alla perfezione nel gioco di Ranieri.
Menez 8: a metà primo tempo esibisce un numero da grande campione, superando prima Benatia e poi Coda per poi battere Handanovic con un preciso piatto destro. Chapeau. Non contento, corre per tutto il campo andandosi talvolta a prendere ilpallone a ridosso dell'area di rigore romanista. All'occorrenza, dà una mano anche sugli esterni. Strepitoso
Borriello 7: al 10'st assist di Menez, velo di Totti con l'ex attaccante del Milan che resiste alla trattenuta di Domizzi per poi battere Handanovic, non esente da colpe. Una macchina da gol.
Totti 6.5: svaria per tutto il fronte offensivo, nel primo tempo si rende protagonista di un un paio di grandiaperture di prima per i suoi compagni
Cassetti 6.5: dalle sue parti agisce Armero ma l'ex terzino del Lecce è bravo a chiudergli gli spazi.
Burdisso 6: insieme a Juan regge la difesa romanista fino all'espulsione per una semplice spinta ad un avversario, a gioco fermo.
Juan 6.5: giornata impegnativa per il brasiliano. Sospetto il suo intervento su Floro Flores, all'8'st, con l'attaccante ospite che reclama il rigore. Sbroglia alcune situazioni molto complicate.
Castellini 6: gioca al posto di Riise, dalle sue parti agisce Di Natale con l'ex terzino del Parma che talvolta è andato in difficoltà.
Brighi 6.5: gioca davanti alla difesa, al posto di De Rossi, giocando una partita di quantità
Simplicio 6.5: cresce di partita in partita, nonostante quello di interno di centrocampo non sia il suo ruolo naturale.
Greco 6.5: ormai non si può più parlare di sorpresa, la Roma ha sicuramente trovato un uomo in più a centrocampo, un uomo valido che si sta integrando alla perfezione nel gioco di Ranieri.
Menez 8: a metà primo tempo esibisce un numero da grande campione, superando prima Benatia e poi Coda per poi battere Handanovic con un preciso piatto destro. Chapeau. Non contento, corre per tutto il campo andandosi talvolta a prendere ilpallone a ridosso dell'area di rigore romanista. All'occorrenza, dà una mano anche sugli esterni. Strepitoso
Borriello 7: al 10'st assist di Menez, velo di Totti con l'ex attaccante del Milan che resiste alla trattenuta di Domizzi per poi battere Handanovic, non esente da colpe. Una macchina da gol.
Totti 6.5: svaria per tutto il fronte offensivo, nel primo tempo si rende protagonista di un un paio di grandiaperture di prima per i suoi compagni
Menez: "Mi sento a casa mia, possiamo andare lontano"
Menez a Roma Channel:
"Sono contento perchè è il primo gol quest'anno in campionato, una vittoria importantissima. Mi sento molto bene e stasera ho giocato bene. Già da due mesi stiamo bene e stiamo lavorando bene. Stasera non era facile contro una squadra fortissima. Abbiamo preso tre punti guardiamo avanti. L'applauso dei tifosi? Mi ha fatto molto piacere. Io l'ho già detto, qui mi sento a casa mia, sto bene. Possiamo andare lontano ma possiamo fare ancora meglio. Anche io devo migliorare, su tutto. Ho campioni davanti a me, come Totti. Ogni giorno imparo da lui. Adriano? Sono contento. Gli ha fatto piacere entrare nei venti minuti. Speriamo faccia tanto con noi. Stasera ho fatto un gol, ma ho ancora tanto da dare. Sto bene, l'ho detto dieci volte, ma abbiamo ancora tanto da fare. Vogliamo fare ancora meglio dell'anno scorso. Se Blanc mi ha visto oggi? Speriamo".
"Sono contento perchè è il primo gol quest'anno in campionato, una vittoria importantissima. Mi sento molto bene e stasera ho giocato bene. Già da due mesi stiamo bene e stiamo lavorando bene. Stasera non era facile contro una squadra fortissima. Abbiamo preso tre punti guardiamo avanti. L'applauso dei tifosi? Mi ha fatto molto piacere. Io l'ho già detto, qui mi sento a casa mia, sto bene. Possiamo andare lontano ma possiamo fare ancora meglio. Anche io devo migliorare, su tutto. Ho campioni davanti a me, come Totti. Ogni giorno imparo da lui. Adriano? Sono contento. Gli ha fatto piacere entrare nei venti minuti. Speriamo faccia tanto con noi. Stasera ho fatto un gol, ma ho ancora tanto da dare. Sto bene, l'ho detto dieci volte, ma abbiamo ancora tanto da fare. Vogliamo fare ancora meglio dell'anno scorso. Se Blanc mi ha visto oggi? Speriamo".
14 novembre 2010
CESSIONE ROMA
Ieri, “Sporteconomy.it” riportava alcune indiscrezioni in merito al progetto industriale che avrebbe in mente Aabar.Stando alla ricostruzione del sito, il gruppo amministrato da Mohamed Badawy Al Husseiny avrebbe valutato in 125 milioni il costo dell’operazione. Aabar metterebbe sul piatto, poi, altri 80 milioni per la campagna trasferimenti di giugno. Il fondo punterebbe a far raggiungere all’As Roma un fatturato di 300 milioni. L’obiettivo potrebbe realizzarsi, nelle intenzioni di Aabar, grazie al nuovo stadio di proprietà. Stadio che gli arabi vorrebbero costruire entro tre anni. Alla realizzazione potrebbe partecipare anche Mubadala, che poi è il fondo legato direttamente al governo di Abu Dhabi. Italiani, americani, arabi. Ma non è detto – non si può mai in un processo così delicato – che presto non possano saltare fuori dei nomi nuovi. La terza fase del processo – terza, dopo l’invio dell’info memorandum e la ricezione delle offerte non vincolanti – si dovrebbe chiudere entro sabato prossimo. Unicredit conta di terminare per quel giorno la short list. Ovvero, la selezione dei soggetti che si sono fatti avanti e che avranno accesso alla vendor due diligence, prima di proporre le offerte vincolanti. È un obiettivo realistico. La banca vorrebbe trovarsi a intavolare la trattativa con un unico interlocutore entro la fine di dicembre, per poi concludere tutto entro l’inizio del 2011.
10 novembre 2010
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